Il mercato di Ferrara riparte, ma la clientela latita

Brutto tempo, percorsi obbligati e divieto di venire da altri comuni condizionano gli affari. Gli ambulanti masticano amaro: non si poteva chiedere di più agli organizzatori, ma che pena 

FERRARA.  Pioggia e vento che hanno caratterizzato il risveglio di Ferrara venerdì, di certo non hanno aiutato l’umore, e le vendite, degli ambulanti che di primo mattino hanno raggiunto i propri stalli, qualcuno dopo una settimana di stop, «contenti» di poterlo fare ma disillusi. «A livello economico la “situazione mercato” è drammatica», dicevano, e gli sforzi del Comune di Ferrara per portare in piazza il tradizionale mercato del venerdì, fra aree più delimitate, transenne, varchi e controlli, sono stati apprezzati, «ma la pandemia limita gli spostamenti, le persone – indicava con la mano qualcuno – non ci sono, tanto valeva stare a casa».

Non sono mancati comunque i più fiduciosi che, allestendo i banchi mentre ancora cadeva qualche goccia di pioggia, hanno dato il “la” all’esperimento, pur con qualche appunto. In piazza Trento Trieste ieri si sono create due file di furgoni dirimpettai, e un corridoio centrale con due varchi d’accesso e uno d’uscita, da cui qualcuno non ha mancato di… entrare, richiamato proprio dalle offerte della bancarella in prossimità dell’uscita (“forza ragazze approfittatene, solo cinque euro in quei carrelli là in fondo”). Unico modo per raggiungerla «fare il giro largo», imponevano i volontari dei varchi: «E così la gente si lamenta – constatava l’ambulante – e magari indietro neanche tornano».

Una posizione “infelice” che si univa all’altra problematica, quella dei servizi igienici, inesistenti con bar e ristoranti chiusi: «Ci sono i bagni in Castello, che sono distanti. Bisognava pensarci, e non solo per gli ambulanti ma anche per i clienti». In una bancarella di vestiti, di speranza non c’era traccia: «Va malissimo la giornata, sarà la pioggia, il periodo, comunque non gira nessuno e chi c’è non compra...».

Due furgoni più in là, risate amare e un briciolo di fiducia: «Non è una gran giornata, c’è pochissima gente. Ma l’ambulante lavora anche sotto la pioggia, speriamo solo che con il Natale le persone tornino fuori, intanto almeno lavoriamo». «Nel male sta andando bene, non saltiamo di gioia ma almeno non piangiamo», si diceva altrove, «del resto le associazioni di categoria hanno lavorato per noi… e accettiamo qualsiasi cosa».

In corso Martiri qualcuno lamentava che al varco d’entrata si uscisse, del resto il cartello “entrata’’ era doppio, c’erano anche i nastri che delimitavano l’area mercato caduti per terra, che di varchi ne hanno aperti altrettanti, ma In piazza Savonarola si diceva che «il Comune ha fatto più di quanto ci si poteva aspettare, purtroppo manca il turismo, mancano le dipendenti, che sono in smart working e non si fermano più al mercato, mancano gli universitari, e manca la possibilità di arrivare da altri Comuni perché non ci si può spostare. La disposizione è buona, ma rimane tutto molto desolante, e per l’ambulante che deve fare dei chilometri per venire qua tanto vale stare a casa». —

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