Massa Fiscaglia, donna presa in ostaggio e rapinata in casa da due delinquenti

I malviventi, col viso coperto da passamontagna e armati di fucile e pistola, l'hanno legata e le hanno portato via 230 euro oltre alla tessera Postepay, peraltro senza fondi. Successivamente la signora ha riconosciuto i passamontagna come quelli indossati dai due banditi arrestati per una rapina ai danni di una prostituta a Ferrara     

MASSA FISCAGLIA. Legata e rapinata in casa da due malviventi. Attimi di terrore per una signora di 60 anni di Massa Fiscaglia che, alcune sere fa, è stata sorpresa in casa da due malviventi.

La signora, contattata precedentemente la sera stessa,  pensava che uno dei due fosse un suo conoscente e nonostante l'ora tarda, ha aperto tranquillamente la porta di casa. Si è cosi trovata di fronte a due individui che indossavano il passamontagna ed armati con un fucile d'assalto e una pistola a canna lunga. I due sono entrati in casa con veemenza e minacciando la signora.

L'hanno legata con un nastro trovato in casa e sono passati a mettere a soqquadro la casa in cerca del bottino. Che alla fine è stato di 230 euro (la signora vive della sola pensione) e di una tessera Postepay, peraltro in quel momento priva di fondi. Ancora minacce e poi se ne sono andati.

La signora, evidentemente scossa, pur riuscendo a liberarsi ha provveduto a denunciare l'accaduto solo la mattina dopo.

La descrizione che ha prodotto dei due delinquenti ha però indirizzato sulla strada giusta gli agenti della Squadra mobile della questura di Ferrara che hanno riconosciuto le modalità adottate dai due giovani che il giorno successivo alla rapina erano stati arrestati per aver tentato di rapinare e di abusare sessualmente di una prostituta a Ferrara.

In particolare, la donna di Massa Fiscaglia ha riconosciuto i passamontagna indossati dai due uomini e dopo aver descritto alla perfezione l'arma lunga utilizzata, ha perfino riconosciuto il caratteristico rumore dei pallini di plastica contenuti nel caricatore.

In seguito a perquisizioni effettuate nei giorni successivi uno dei due giovani, riconosciuto anche per la maglia che indossava e che si notava in una sua foto sul proprio profilo Facebook, ha alla fine iniziato a collaborare confessando la rapina (e per questo è agli arresti domiciliari), mentre il suo complice si è chiuso in un ostinato mutisimo che peraltro non gli è valso ad evitare il carcere.  

 

    

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