Massa Fiscaglia, legata e rapinata in casa da due banditi

La vittima è una pensionata di 60 anni. L’assalto con armi e passamontagna: i malviventi arrestati dalla polizia  

MASSA FISCAGLIA. Di giorno lavoravano: uno come idraulico artigiano a Porto Garibaldi, l’altro in uno dei magazzini di frutta della provincia. Di sera, invece, si trasformavano in una banda all’Arancia meccanica, armati di fucile d’assalto, pistola canna lunga (talmente particolare, riscontro che li ha incastrati) e nascosti da passamontagna, nelle notti tra il 5 e il 6 ottobre scorso hanno messo a segno due rapine, due assalti: o almeno ci hanno provato.

Per la seconda in ordine di tempo, ad una prostituta in centro a Ferrara erano stati arrestati, quasi in diretta, dalla Polizia la notte stessa del 6 ottobre. Per il primo assalto nella casa di Massa Fiscaglia, vittima una pensionata 60enne, sono stati arrestati ora dalla squadra mobile della Polizia di Ferrara: Francesco Tralli, 31 anni, l’idraulico, originario di Bondeno, con lavoro a Porto Garibaldi ma casa a Felonica di Mantova dove lo hanno arrestato, ora è in carcere mentre il complice Andrea Scalambrini, 28 anni, di Migliarino, l’operaio dell’ortofrutta, è solo agli arresti domiciliari per aver collaborato con gli inquirenti e confessato la rapina di Massa Fiscaglia.


UNA VOCE NON NUOVA

Non poteva far diversamente, perché in realtà la donna rapinata la conosceva e, anche se la donna era stata tratta in inganno dal passamontagna che indossava, e non l’aveva riconosciuto, ne aveva intuito la voce, non nuova. Era stata davvero una notte da “Arancia meccanica”, quella che ha subito: nessuna forzatura, nessuna sparata giornalistica, perché quella che ha vissuto fu una sera di terrore e violenza che ricordano tanti altri assalti, con altri tragici epiloghi perché fu terrorizzata, rapinata di quel poco che aveva e poi legata e lasciata lì in casa. Quella sera era stata rapinata, lei che vive della sola pensione, di tutti i soldi che aveva: appena 230 euro e della tessera Postamat, che i due rapinatori avevano usato poco dopo: e anche questo li ha inchiodati grazie alle telecamere dello sportello dove erano andati a prelevare i soldi. O meglio, a tentare di farlo, perché nella tessera non c’era nessuna disponibilità in contanti.

Tutto, dicevamo, è successo la sera del 5 ottobre, dopo che la donna aveva ricevuto la chiamata di una persona che doveva ritirare una coperta lavorata a maglia (lei per vivere lavora ai ferri e confeziona un po' di tutto). Una persona che lei credeva essere un suo conoscente (questo l’inganno del giovane rapinatore che sapeva delle frequentazioni della donna) che le annunciava che sarebbe passato poco più tardi: alle 23, aveva aperto la porta pensando di trovarsi di fronte l’amico e invece si è trovata di fronte due persone, armate e travisate, che entrando in casa l’hanno minacciata e terrorizzata. I due, poi, rovistando, cercavano i soldi ma arrabbiati, dopo aver trovato solo i 230 euro le prendevano la carta Postamat. Ma non era finita: l’hanno legata con nastro trovato in casa e l’hanno lasciata così, scappando via. La donna però riusciva a liberarsi, ma sotto choc, solo il giorno dopo aveva allertato soccorsi e denunciato il fatto ai carabinieri del paese. Poi le indagini della Squadra Mobile di Ferrara che è riuscita ad inchiodare i due dell’Arancia Meccanica, partendo dai riscontri della seconda rapina che avevano messo a segno a Ferrara. –

Daniele Predieri

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