Farrara, morì dopo la caduta sulle scale: figlio accusato di abbandono

È indagato per non aver soccorso la madre che non voleva andare in ospedale. Sabato pomeriggio l’interrogatorio decisivo. La difesa chiede la perizia psichiatrica 

FERRARA. «Non dovevo dar retta a mia madre, dovevo chiamare subito il dottore», aveva detto piangendo al suo avvocato. Lui, il figlio 62enne, se lo avesse fatto, avrebbe potuto salvare la madre e così M.G. 87 anni, non sarebbe morta sul pianerottolo delle scale di Corso Giovecca dove lui, per due giorni, l’ha vegliata, l’ha vista spegnersi, morire, invece di chiamare i soccorsi se non solo dopo averlo trovata priva di vita giovedì mattina scorso.

Ora, al figlio, viene contestata l’accusa di “abbandono di incapace” con l’aggravante della morte e del grado di parentela: lo hanno deciso ieri pomeriggio gli inquirenti - il pm Andrea Maggioni e il dirigente della squadra mobile, Dario Virgili - dopo averlo interrogato di nuovo (al primo faccia a faccia di giovedì era rimasto in silenzio) ed aver ricevuto risposte alla tragedia. Su cui non vi sono profili investigativi da sondare, poichè gli inquirenti si sono trovati di fronte ad una persona fragile, succube della madre, la cui colpa è stata quella di averle obbedito: «Dopo essere caduta mi aveva detto di non chiamare i medici, aveva paura di andare in ospedale, del Covid», ha continuato a dire il figlio: una spiegazione ritenuta attendibile, ma che non gli risparmierà oggi e domani guai giudiziari importanti con le relative conseguenze dell’aritmetica penale dei reati, visto che rischia dai 5 ai 10 anni di carcere. Per questo motivo, ieri pomeriggio durante l’interrogatorio in cui ha chiarito la tragedia, il suo legale, Giovanni Sorgato ha già avanzato richiesta di perizia psichiatrica. Verso quel figlio 62enne fragile: « Il mio assistito ha raccontato la sua verità: per nulla avrebbe voluto la morte della madre - spiega ieri -. Aveva un buonissimo rapporto con lei ma non è mai stato abituato a prendere decisioni: quando ha visto la madre a terra che gli chiedeva di non chiamare i soccorsi, non sapeva cosa fare, non si è opposto a questa volontà, e l’ha vegliata e curata per quei due giorni». Per tutta la vita aveva dato retta ai genitori e quando si è trattato di prendere una decisione non ne ha avuto al forza. «Siamo di fronte ad un caso particolare - ha sottolineato il legale, soffermandosi sul grave reato contestato - Per questo spero che la richiesta di perizia psichiatrica venga accolta».


Le indagini degli inquirenti si fermano qui, poichè anche la traccia investigativa su possibile interessi vista la grande disponibilità economica che la famiglia aveva era solo una ipotesi di lavoro. Dopo il confronto di questi giorni (le prime dichiarazioni del figlio non avevano convinto gli inquirenti) la valutazione investigativa ha dovuto fare i conti con questo contesto di fragilità. Ma resta da chiarire come è morta e se la donna potesse essere salvata: domani la procura ordinerà l’autopsia, e avrà le risposte dovute. Ma la possibile perizia psichiatrica potrebbe fare molto di più. —

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