Codigoro, il calcio è in lutto per Tello: una vita spesa per i giovani

Morto a 50 anni l’ex calciatore e responsabile del vivaio granata: «Lui c’era per tutti» 

CODIGORO. Comunità e mondo sportivo in lutto per l’improvvisa prematura scomparsa di Massimo Telloli, responsabile tecnico della Nus Codigorese, spentosi ieri mattina all’età di 50 anni (compiuti da poco tempo), nella propria abitazione, attorniato dai familiari, al culmine di una grave malattia. Come detto, va ben oltre il mondo del calcio il lutto che ha scosso tutto il paese, perché Telloli, rappresentante di commercio, oltre a ricoprire da diversi anni il ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile della società calcistica locale, era da sempre impegnato anche nel sociale. «Da ragazzo aveva giocato a calcio, per poi diventare allenatore dai Pulcini in su – è il ricordo di Samuele Bonazza, assessore allo sport di Codigoro –; era una persona solare, gioviale, altruista, sempre disponibile, in occasione di iniziative organizzate in piazza, nelle sagre e per questo era anche conosciuto e stimato da tutti. La sua scomparsa è davvero un duro colpo, per tutti».

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AMORE PER IL CALCIO


Telloli faceva parte di quella grandissima nidiata di calciatori codigoresi, quelli capaci di portare il club granata fino alla Promozione praticamente senza aver bisogno di “stranieri”, ossia calciatori dei paesi vicini. Ma ben presto la passione di “Tello”, come lo chiamavano tutti, si è spostata al settore giovanile, prima come allenatore, poi come responsabile al fianco del referente principale “Cimino” Ballerini, nonché coordinatore dei tecnici del vivaio. E proprio da Simone Ballerini arriva un altro ricordo commosso di Telloli: «È stata per tutti una doccia fredda – racconta –; si pensava che fosse guarito e invece la malattia si è ripresentata con ancora più irruenza. Organizzeremo sicuramente delle iniziative per ricordare Massimo, perché era una persona davvero speciale. Insieme a lui organizzavo i campi estivi per i nostri ragazzi in montagna ed anche qui a Codigoro. Dove c’era da fare ci si buttava sempre. E quando sorgevano dei problemi, lui con il sorriso risolveva sempre tutto». Ed a ricordarlo è un altro dirigente di lungo corso della società granata, l’ex presidente ed ora segretario Mauro Minguzzi: «Massimo era da tempo con noi, prima come allenatore, poi con vari ruoli di responsabile e infaticabile organizzatore dei nostri campus. Sicuramente mancherà a tutti».

LA FAMIGLIA

La scoperta della malattia è avvenuta in modo casuale un paio d’anni fa. Per il rappresentante di commercio e la sua famiglia iniziò un calvario, fatto di alti e bassi ed un intervento che si sperava potesse portare alla guarigione. Ma negli ultimi mesi il male è tornato più cattivo di prima, tanto che una volta constatato che non vi erano più speranze, i sanitari hanno permesso a Telloli di trascorrere le ultime settimane di vita con la sua famiglia. Ieri, appena si è sparsa la notizia, sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio per quanti avevano conosciuto Telloli, che ha speso energie e tempo libero anche nel sociale e in tante iniziative di aggregazione del paese, prodigandosi anche per la riuscita del Palio dei rioni. «Era provato e solo ieri, dopo che ci siamo sentiti – conclude Ballerini – si era raccomandato di portare un saluto affettuoso ai suoi ragazzi». Le esequie funebri di Massimo Telloli non sono ancora state fissate. Il 50enne lascia la moglie Katia, la figlia Matilde di 18 anni ed il figlio Mathias di 15 anni, oltre agli altri familiari e i tanti amici che lo ricorderanno a lungo. —

k.r.

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