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Codigoro, omaggio alla ragazza uccisa. Ma a qualcuno l’idea non piace

Alle medie murale per Ishrak Amine, la studentessa morta per mano del padre: «Lei era straniera. Avremmo preferito fosse scelta una donna italiana»

CODIGORO. Nel Comune di Codigoro la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Onu per il 25 novembre, quest’anno viene celebrata con un murale di 200 metri quadrati, un omaggio poetico a una ragazza speciale: Ishrak Amine, studentessa marocchina di 21 anni residente a Mesola uccisa dal padre, poi suicidatosi, nel 2015. Un pensiero bello e forte, che però ha fatto discutere forse non come l’amministrazione comunale avrebbe voluto perché non a tutti l’idea è piaciuta. Il motivo? Ishrak Amine è straniera e secondo alcuni cittadini non rappresenta Codigoro.

MURALE E POLEMICHE


Il murale è stato realizzato dall’artista C0110 all’interno del festival itinerante DeltArte – il Delta della Creatività, ideato e curato da Melania Ruggini, grazie al contributo del Comune di Codigoro ed in collaborazione con l’associazione Art Flood di Rovigo e Udi Codigoro. “Niente ferma il tuo orizzonte” è il titolo di quest’opera di street art, che campeggia sulla facciata principale della palestra delle scuole medie, in via della Resistenza.

E mentre i ragazzi sono entusiasti e hanno voluto conoscere la storia di Ishrak Amine, c’è chi in paese non l’ha invece presa benissimo e ha affidato il suo sfogo, come spesso accade, alla rete ma non solo. «Sarà pure violenza sulle donne. Ma guarda caso fanno di tutto quando si tratta di donne non italiane. Le italiane valgono oppure si tratta solo di propaganda?». E, ancora, «Se avessero dipinto una Pamela fatta a pezzi da un immigrato sarebbe stato troppo discriminatorio. Ricordiamo con leggerezza, è più democratico».

CONFRONTO E SCONTRO

I commenti hanno un volto, un nome ed un cognome e sono stati lasciati sulla pagina Facebook di Codigoro City e sono a decine. «Sono straniera anche io, anche se vivo a Codigoro ormai da tantissimi anni – spiega Corinna –. Sinceramente avrei scelto un altro soggetto, non mi sembra questo il momento storico giusto per proporre un murale così. Ecco, io avrei messo la donna di Copparo uccisa dal compagno, piuttosto che una figura storica e importante per Codigoro, non una ragazza che non ha molto a che fare con la cultura di questo territorio».

Per qualcuno l’errore è stato un altro: «Io sono contrario a tutte le violenze, inorridisco quando sento di donne condannate alla lapidazione per adulterio, quindi il murale con questo significato mi sta benissimo, mi disturba la modalità con cui è stato scelto il soggetto. Io avrei fatto scegliere agli alunni, la scuola è loro, prima che del Comune». Da sottolineare che il lavoro è stato apprezzato dalla maggioranza dei cittadini, ma in casi come questi i commenti di chi invece avrebbe preferito altro fanno pensare e riflettere. —

Annarita Bova

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