Le lezioni ai tempi della Dad Look, impegno e microfoni

Gli studenti restano a casa ma rispetto all’anno scorso ci sono regole più incisive Dal vestiario adeguato all’uso costante della webcamera. Orari fissi e occhi aperti

Tra pigiami e sbadigli, capelli arruffati e lezioni. L’anno due dell’era Covid coglie le istituzioni scolastiche un po’ meno impreparate ma - forse - può avere lasciato nei ragazzi un malinteso senso di libertà. Quella linea di demarcazione tra la rigorosità delle lezioni in presenza e un filo di rilassatezza in più dovuta allo schermo virtuale. Che diventa un piccolo paravento dietro al quale qualche concessione si ritiene di potersela permettere.

la missiva


Invece non è così. La “scuola” - pure in epoca di didattica a distanza - va affrontata con rigore. Presa di petto e non di lato. Questo il senso di un messaggio che Nicola Pelliccia, preside dell’istituto di Argenta e Portomaggiore ha inviato: «Rammento a tutte le alunne, gli alunni e le loro famiglie che le ore di lezione in Dad hanno la medesima valenza di quelle in presenza e pertanto sono richiesti i medesimi comportamenti da parte degli studenti: serietà, puntualità, impegno, vestiario adeguato, educazione, nonché uso costante della webcam e uso del microfono su richiesta del docente». La sintesi é: decoro. Ma non tanto schiena dritta, occhi aperti e orecchie tese. Sì, cellulari silenziati. E non mettersi una felpa sopra la t-shirt, bensì è una forma mentis. Muta il volto dell’insegnamento, epperò la sostanza quella rimane. L’anno scorso, tra emergenza acuta e smarrimento, è apparso chiaro che il numero dei bocciati si sarebbe azzerato. Indipendentemente dal rendimento. Adesso no. «Adesso - dice Pelliccia - si fa sul serio». E per evitare incomprensioni, ecco l’avviso ai naviganti.

Se in passato bastava il collegamento audio (video spento e chissà quante partite sottotraccia a Call of Duty o Assassin’s creed), d’ora in poi anche la telecamerina con focus sulla lezione è necessaria. Diciamo, quantomeno, è indispensabile una presenza da mezzobusto. Se poi ai piedi ci sono le pantofole e non le sneakers, fa uguale. L’importante è la connessione psicologica. Cogliere la non lieve sfumatura che microfono e tastiera non cancellano la richiesta di aprire un libro e prepararsi. «Finora tutto bene - sussurra Pelliccia -: i ragazzi hanno capito».

connessione

A proposito di connessione... Sfruttando le deroghe normative relative all’inclusione, in classe nell’Argentano qualche alunno è accolto: si tratta di coloro che nelle rispettive abitazioni non hanno connessione e ai quali necessita collegarsi a scuola. In più: consegnati 50 pc ai ragazzi che ne hanno fatto richiesta. Tutti hanno tutto. Anche l’orario definitivo delle lezioni, mantenuto e rispettato come si dovesse calpestare l’aula. Ritmi, dunque, quasi uguali. Per gli studenti rimane un vantaggio: sveglia all’ultimo secondo e nessun autobus da rincorrere. Pigiare il tasto on e ricordarsi di togliere il pigiama.

marco nagliati

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