Ferrara, missione tamponi: quelle parole dolci per aiutare i bimbi a superare la prova

Il servizio drive through dell’Esercito alla Cittadella San Rocco: duecento esami al giorno, e c’è anche chi arriva in bici o a piedi 

FERRARA. Una scia di auto a scorrimento continuo, regolare e anche piuttosto veloce. A due settimane dall’allestimento delle tensostrutture dell’Esercito Italiano nel parcheggio interno della Cittadella San Rocco, l’esecuzione dei tamponi procede a pieno ritmo, come una “catena di montaggio” già ben rodata. All’ingresso di via Rampari San Rocco il flusso di macchine viene smistato dai militari per essere indirizzato verso l’area “Tamponi 1” dove personale Asl esegue i tamponi rapidi, o verso la zona “Tamponi 2” per gli screening molecolari, dove prestano servizio gli operatori sanitari del Genio Ferrovieri di Castelmaggiore.

Lo screening comincia alle 9 e va avanti per tutta la mattina fino alle 13. E, pur chiamandosi “drive through”, l’accesso ai tamponi prevede anche qualche deroga per coloro che sono sprovvisti di auto. Ieri, ad esempio, si è presentato anche un signore in bicicletta e due giovani extracomunitari a piedi. Per tutti coloro che, su indicazione del proprio medico o del Dipartimento di Salute pubblica devono sottoporsi all’esame epidemiologico, l’attesa è davvero brevissima e non solo perché il calendario degli appuntamenti è organizzato con orari precisi, ma anche perché gli operatori procedono a ritmo serrato, e l’esecuzione di un tampone è questione di una manciata scarsa di minuti. In questo modo si resta al passo con i circa 200 tamponi quotidiani previsti da programma.

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SCREENING SCOLASTICO

Ieri mattina buona parte era costituita dal massiccio screening scolastico dopo i casi di positività riscontrati in alcuni plessi ferraresi. Erano 103, per la precisione, tra alunni e maestre, i tamponi da eseguire per questo ambito e riconducibili a quattro scuole. In attesa c’erano tra gli altri i bimbi della seconda e della terza A delle elementari di Massa Fiscaglia, chiamati a sottoporsi al tampone a seguito della positività al virus riscontrata in una insegnante. Vispi e sorridenti, i bimbi aspettavano il loro turno seduti accanto alle mamme e ai papà. «Abbiamo avuto l’appuntamento oggi, il bimbo sta bene, in questi giorni non ha avuto sintomi, siamo fiduciosi che tutto si risolva per il meglio», riferisce una mamma. «Speriamo più che altro che il tampone non risulti troppo fastidioso, per il resto mia figlia sta bene e anche in famiglia per fortuna finora non abbiamo avuto problemi», è la testimonianza di un papà.

BIMBI DA TRANQUILLIZZARE

Proprio i bambini, secondo l’esperienza degli operatori, impongono a volte un leggero rallentamento delle operazioni al drive through. Perché quello che sembra quasi un gioco mentre si è in fila in macchina accanto a mamma o papà, si trasforma per i più in qualcosa di inquietante quando la macchina si ferma sotto la pensilina e accanto al finestrino compaiono due figure imbozzolate in tute bianche e con il volto schermato dalla visiera protettiva. A volte i più piccoli si spaventano, confermano gli operatori, ed è necessario tranquillizzarli un po’. A cercare di metterli a loro agio c’è un’infermiera, che con qualche parola rassicurante consente di condurre il porto senza complicazioni la “missione-tampone”. —

Alessandra Mura

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