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Copparo, la nuova odissea dell’aspirante danzatrice: l’oratorio come sede per le lezioni on line

La ballerina Sara costretta a lasciare in fretta l’Accademia di Vienna. «Casa piccola, per fortuna c’è il sindaco» 

Copparo, l'oratorio per le lezioni della baby ballerina

COPPARO. Avanti e indietro da Vienna a Copparo, per la quasi 15enne Sara Cani (e per la sua famiglia, di origini albanesi ma ormai ben radicata) l’ammissione alla prestigiosa Accademia di danza dell’Opera di Vienna sta diventando un’odissea. E ovviamente la causa è il coronavirus. Che la scorsa primavera ha costretto la giovanissima aspirante danzatrice ad un frettoloso ritorno a casa. E altrettanto frettoloso è stato il viaggio di papà Arben, dovuto andare fino al Brennero per poter recuperare la figlia.

Ebbene, lo scorso 1º settembre Sara è tornata a Vienna per il nuovo anno di frequenza (il quarto su sette). Un momento tranquillo dal punto di vista della pandemia, ma poi sono ricominciati i contagi, stavolta in Austria prima che in Italia e dunque la nuova frettolosa ripartenza verso Copparo. «Diciamo che fino ad oltre la metà del mese di ottobre le lezioni si sono svolte regolarmente - racconta mamma Sonila -, fra l’altro gli studenti erano controllatissimi, sottoposti a tampone ogni lunedì e rispetto delle distanze. Ma la situazione in Austria è precipitata, troppi i contagi così l’Accademia ha rimandato a casa gli allievi, stavolta chiudendo definitivamente le porte (in primavera Sara rimase diversi giorni all’Accademia anche se gli allievi austriaci erano già tornati a casa; ndr). Mio marito è partito a prenderla, stavolta è dovuto andare fino a Innsbruck, poi il ritorno un’altra odissea con uno sciopero dei treni in Italia. E soldi che dobbiamo spendere continuamente, ma questi sacrifici li facciamo volentieri per Sara».

IL PROBLEMA

Ma se le lezioni scolastiche classiche a distanza si possono svolgere regolarmente anche dalla camera da letto, discorso diverso è la pratica di danza, complicata da effettuare in un’abitazione con spazi limitati e la presenza di Anna ed Enea, i fratelli minori di Sara. «Ci abbiamo provato in tutti i modi - racconta la mamma -, abbiamo spostato tutto in casa ma sono chiaramente lezioni in movimento e Sara diventa sempre più alta, serve più spazio...».

Ed ecco che dall’emergenza si passa al problema, quello di una sede per gli allenamenti. Anche in questo caso la famiglia si è attivata per trovare una soluzione, bussando alla porta del Centro nuoto Copparo, dove Sara ha mosso i primi passi di danza con l’insegnante Federica Raminelli, e valutando l’eventualità di una palestra. Ma gli intoppi erano troppi e così mamma Sonila e papà Arben hanno giocato l’ultima carta, il sindaco Fabrizio Pagnoni, che appena insediato diede la cittadinanza italiana a tutta la famiglia. «E ancora una volta ha dimostrato di esserci molto vicino, trovando l’accordo con l’oratorio per farci usare la loro sala, che è perfetta. Un volontario ci fa trovare l’ambiente riscaldato ogni mattina, mentre io mi occupo dell’igienizzazione quotidiana degli spazi. Devo dire grazie a tutti».

La soluzione è temporanea, perché il 6 dicembre l’Austria dovrebbe riaprire all’estero, ma il condizionale è d’obbligo: «Anche se le lezioni a casa non sono la stessa cosa, io spero resti con noi ancora un po’, anche perché il 21 dovrebbe comunque tornare per le festività natalizie, ma conta solo la crescita di Sara», chiude Sonila. —

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