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Burana, la speranza oltre il terremoto: la comunità ammira la sua chiesa

San Giacomo Maggiore è tornata a risplendere, emozionando la comunità. Il parroco: «Nel 2012 ci siamo sentiti feriti, ma non siamo mai affondati»

Burana rientra nella sua chiesa ristrutturata dopo il terremoto

BURANA. La prima candela dell’Avvento si è accesa, ieri mattina (29 novembre), assieme alle luci della restaurata chiesa di San Giacomo Maggiore, a Burana. Ferita dal terremoto del 2012, è tornata a risplendere nei suoi colori, nella bellezza degli affreschi, nelle sue pregiate decorazioni. Era un momento atteso, ed al tempo stesso ha significato un messaggio di speranza, vista l’emergenza sanitaria che continua a tenere in apprensione. Alla cerimonia era presente il sindaco Simone Saletti, con il comandante della Polizia locale, Stefano Ansaloni, e quello dei carabinieri di Burana, Stefano Cardinali.

SILENZIO E MERAVIGLIA

Dopo un quarto d’ora scandito dalle campane, il parroco don Roberto Sibani ha benedetto la porta della chiesa. I fedeli sono entrati in rispettoso silenzio e distanziati. «Procediamo all’accensione della prima candela dell’Avvento, perché Cristo è la vera luce. Dopodiché, potremo vedere illuminata la nostra chiesa», ha detto don Roberto. E la gente ha ammirato affreschi e bellezze ormai dimenticate, in parte riscoperte proprio dai restauri.

La metafora ben si coniuga con quella dell’Avvento stesso. «Cristo desidera entrare nella nostra vita e nelle nostre case, se ci faremo trovare distratti non ci accorgeremo di lui», ha spiegato il sacerdote. Il parallelismo è tra la restaurazione dell’edificio sacro e quella della vita di tutti, «per fare emergere il bello che c’è in ciascuno di noi». Alla fine dell’omelia, don Roberto ha tracciato un personale ricordo del sisma e del lungo cammino verso la normalità: «La mattina in cui la terra ha tremato, nel bel mezzo della nostra festa paesana è stata di grande tristezza, perché vivere da terremotati non è facile. Ci siamo sentiti feriti, ma non affondati, dando vita a molte iniziative per i restauri».

VERSO LA NORMALITA'

Saletti riconosce il grande merito dei buranesi nel volere questo ritorno alla normalità: «Il terremoto è una frattura indelebile – ha detto il sindaco – che ciascuno può però contribuire a sanare. Vogliamo, da qui, scrivere una pagina nuova nel libro della storia di questa comunità. Perché San Giacomo Maggiore è un luogo simbolo: è la casa di tutti i buranesi».

Quella scritta ieri è la storia della riapertura dell’edificio di culto, dopo i lavori iniziati il 18 aprile 2019 e la fine dei cantieri lo scorso 4 ottobre. Nemmeno l’interruzione a causa del Covid, in primavera, ha potuto fermare questo parziale ritorno alla normalità. L’inaugurazione vera e propria, il 12 giugno, sarà certamente un altro momento indimenticabile. —

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