Non autosufficienza, un aiuto alle famiglie Contributi per le associazioni di supporto

Potranno partecipare i sodalizi con progetti specifici, anche eseguiti nel 2020. Sostegno rinnovato per le dimissioni difficili

Una nuova opportunità per l’assistenza alle persone non autosufficienti si aggiungerà nei prossimi mesi ai sostegni finanziati in passato, come l’assegno di cura o il ricovero di sollievo. Saranno le associazioni attive nel campo dell’assistenza alle persone (disabili, persone non autosufficienti) ad ottenere i contributi per progetti dedicati a una fascia di soggetti particolarmente fragili. Nel Ferrarese oltre un terzo della popolazione residente ha raggiunto e superato i 60 anni di età, un’area anagrafica che esprime una forte esigenza di cure ed assistenza. La pandemia ha ulteriormente confermato quanto l’anziano può essere esposto al rischio sanitario, soprattutto se una patologia potenzialmente letale o invalidante si aggiunge a un quadro clinico già marcato dalla presenza di altre malattie.

Nei giorni scorsi l’Asl ha recepito il piano di riparto fra i distretti della provincia (basso, medio e alto ferrarese): oltre 42 milioni di euro, tra fondo regionale (37.9 milioni) e nazionale (4.6 milioni).


il supporto alle famiglie

La novità è rappresentata proprio dai contributi che possono essere elargiti alle associazioni per il sostegno della non autosufficienza (alzheimer, parkinson, disabilità etc.) in grado di presentare progetti focalizzati sulle esigenze di questo ambito sociale.

«Si va a dare contenuto a una legge regionale, innovativa in Italia - spiega il responsabile delle attività socio-sanitarie dell’Asl, Franco Romagnoni - che punta a valorizzare la figura del care giver, della persona cioè che presta assistenza a un familiare che non è in grado di prendersi cura di sè. Quest’anno è prevista una quota di risorse anche per chi aiuta le famiglie in cui sono presenti persone non autosufficienti. Le associazioni dovranno presentare un piano di attività oppure dimostrare di averlo già realizzato nell’anno in corso». Il contributo dipenderà dalla quota di finanziamento che la Regione e i distretti socio-sanitari decideranno di far convergere su questo ambito (la cifra complessiva dovrebbe assestarsi sui 500mila euro). Nel ventaglio delle possibilità possono rientrare l’affiancamento negli impegni quotidiani di supporto al paziente, il sostegno psicologico, l’informazione e la formazione di chi presta il servizio. L’iter amministrativo che andrà a quantificare la suddivisione delle risorse, voce per voce, è ancora in corso. Tra gli interventi finanziati c’è il sussidio che può coprire una parte della retta in rsa (fino a un mese) dopo la dimissione del paziente dall’ospedale. Si applica a chi necessita di un’attività di riabilitazione e può trarne giovamento. Due anni fa il contributo era stato sospeso per esaurimento dei fondi, è stato poi ripristinato con una restrizione delle condizioni di accesso all’ambito strettamente sanitario. Sarà confermato anche per il 2021.

Gi.Ca.

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