Ferrara, uccise la nonna: nipote rinviato a giudizio per omicidio

L'avvocato Pasquale Longobucco e Pierpaolo Alessio

Il 23enne colpì la nonna con calci e pugni, l'anziana morì di infarto

FERRARA. Pier Paolo Alessio, 23 anni, uccise la nonna Maria Luisa Silvestri di 71 anni, colpendola a pugni e calci un anno fa a Ferrara e l’anziana morì di infarto: per il giudice Danilo Russo è necessario il processo davanti alla Corte d’assise per chiarire fino in fondo i dettagli della tragedia di via Marconi, dove avvenne il delitto, nell’auto in cui si trovavano nonna e nipote al ritorno da una cena. Per il giudice fu omicidio volontario con il dolo eventuale, ossia il nipote picchiando la nonna sapeva che l’avrebbe uccisa, avendo problemi cardiaci gravi, anche se le botte non furono la causa principale della morte) e ha fissato il processo per il 12 aprile prossimo. La decisione oggi pomeriggio (3 dicembre) a conclusione dell’udienza durata tre ore in cui l’accusa, la procura rappresentata dal pm Barbara Cavallo ha ribadito le accuse e chiesto il processo, mentre la difesa del ragazzo, l’avvocato Pasquale Longobucco ha replicato che l’ipotesi di reato che fotografava con più realtà la tragedia sarebbe l’omicidio preterintenzionale, presentando anche una perizia psichiatrica di parte, che indica una parziale incapacità del ragazzo nel momento dell’aggressione.

Il giudice Russo ha ritenuto che la sede più adeguata per decidere sulla sorte del ragazzo è la Corte d’assise in cui si potranno rinnovare tutte le argomentazioni di difesa e la richiesta anche di perizia psichiatrica.

Quella sera del 20 novembre dello scorso anno, dopo aver cenato nella pizzeria della madre a San Martino, Pier Paolo Alessio e la nonna tornavano verso a casa insieme sulla stessa auto, verso a Ferrara dove abitavano in via Vallelunga, a Pontelagoscuro. Giunti tra via del Lavoro e via Marconi lui iniziò a picchiarla selvaggiamente, in tre momenti diversi, fermando l’auto e venne visto da testimoni che la picchiava con pugni, calci mentre la donna era a terra oppure le sbatteva la testa contro il montate della portiera dell’auto: ma non la uccise a botte, a mani nude, come si era ipotizzato in un primo momento, poiché questa azione fu una concausa – ha detto la perizia medico legale – ma secondo la procura, così facendo, visto che sapeva delle gravi condizioni di salute e dei problemi di cuore dell’anziana, accettò il rischio di poterla uccidere: per la procura è omicidio volontario per dolo eventuale, ora anche per il giudice e al processo si valuterà questo reato. Punito con la pena dell’ergastolo.