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Coronavirus, iresidenti dei piccoli comuni: «Ma agli affetti non rinunciamo»

Da Masi Torello a Voghiera e Goro i cittadini preferiscono fare gli acquisti delle feste nel market locale. Appena tornati in zona gialla e con la prospettiva delle prossime limitazioni per le festività  

FERRARA. «Ci si abitua a tutto. Tanto che non abbiamo più voglia e bisogno di andare, correre, fare le file. Per il momento stiamo bene qui, nei nostri piccoli paesi. Sarà un Natale diverso, in cui per una volta mancheranno le persone più che le cose». Andrea Malservigi abita a Masi Torello, in questi giorni andrà a Ferrara a fare la spesa «quella più grossa, ma solo roba che non trovo qui – spiega –. Per il resto continueremo ad andare da Angelo che ha il market in paese e lo faremo perché è una persona splendida. Durante il lockdown si è preso cura di noi. Come anche i gestori del bar». Malservigi, come altri residenti a Masi e in generale nei piccoli comuni ha aspettato la giornata di ieri per potersi muovere per fare la spesa nei centri più grandi e lo potrà fare fino al 21, poi per le feste scatteranno le nuove restrizioni: fino al 15 gennaio non si potrà uscire dalla propria regione salvo comprovate necessità e i giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno non si potrà uscire dal proprio Comune.

LA FUGA

Non è dello stesso parere Luciano Denti: «Io da mia figlia a Portomaggiore ci vado lo stesso, passo per la campagna. Ho 90 anni e sono senza debiti, al limite pago la multa. Se mi ammalo? Muoio felice, voglio vedere la mia famiglia a tavola e i miei bis-nipoti scartare i regali. Se il rischio è il mio parché a son vec, alora a decid mi».

Lo farà anche Andrea Goretti, che ha la mamma a Ferrara: «Vive da sola, per adesso sono andato una volta a settimana portarle tutta la spesa, con tanto di autocertificazione e a Natale ci andrò lo stesso. Noi a Masi Torello stiamo bene, chi abita a Masi San Giacomo non ha nemmeno un piccolo supermercato, per dire. Questa storia ci ha tolto tanto ma ci ha anche insegnato qualcosa».

I ragazzi naturalmente scalpitano un po’ di più. «Aspetto la mia compagna per andare a Ferrara – spiega Andrea Fiacchi di Voghiera –. Compreremo i regali in settimana, quando i negozi saranno tutti aperti anche nei centri commerciali. Mia nonna, per esempio, ha già detto che si farà portare per la spesa più grossa ma non hanno molta voglia di muoversi. Hanno paura, fanno un giro per il paese ma preferiscono stare in casa tranquilli». «Noi stiamo bene così e quest’anno non faremo regali – dice con serenità Tiziano Govoni di Voghiera –. Abbiamo la Crai che ha di tutto, io posso spostarmi per lavoro e se manca qualcosa la porto a casa ma abbiamo imparato a fare la spesa qui. Questo piccolo market ci ha salvati, nel vero senso della parola perché durante la chiusura totale è stato il nostro punto di riferimento». Govoni, per prima cosa è andato a trovare sua mamma: «sta a Portomaggiore, ho voluto subito salutarla. È lei che mi è mancata tanto, nient’altro».



DONI SOTTO L'ALBERO

«Anche per me nessun regalo, non ho niente da andare a comprare – fa eco Alessandra Maranini –. Non ho voglia di spreco, ho paura per quello che potrebbe essere domani. Ci siamo trovati spiazzati da un momento all’altro, nostro figlio è grande e così faremo delle feste come una volta, insieme e sentendo la mancanza di chi non c’è» . Marco Sivieri ha invece dei bimbi piccoli, «per loro ho preso i regali online non sapendo come sarebbe andata a finire. Questa mattina (ieri, ndr) sono andato subito da mamma a Ferrara e la sofferenza più grande sarà quella di non avere tutti i parenti attorno. Per Il resto no, ho imparato a trovare tutto anche in un paese così piccolo».

Non è diversa la situazione per chi abita a Goro: «Andavamo una volta a settimana al Bennet a Comacchio per la spesa grossa - fa presente Rosalba Conventi -, poi per diverse ragioni abbiamo lasciato stare e per quest’anno faremo regali presi nei nostri negozi qui a Goro. È diventata un’abitudine ormai e poi è anche giusto così. In questi mesi è diventata un’abitudine che non vogliamo cambiare». «Andremo a fare un giro nei centri commerciali ma quando apriranno, per comprare qualcosa da vestire o dei regali che qui non troviamo - l’obiettivo di Devis Ballerini -. Alla fine per noi ragazzi non è così facile restare sempre chiusi, vedremo cosa si potrà fare a Natale»: Alla fine quella che per tanti anni ci è sembrata una frase fatta, un modo di dire, una sorta di banalità, in questo 2020 è diventata invece una realtà: a Natale più che in ogni altri periodi dell’anno è bello stare insieme». —

Annarita Bova

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