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Ferrara, donna finisce nuda sul web vittima di una vendetta dell’ex

L’uomo ha anche pubblicato i riferimenti personali di lei sui siti di escort In un altro caso, minorenne trova sue foto intime e private pubblicate da amici  

FERRARA. Si erano amati, lei e lui, trentenni del Ferrarese: poi, la rottura del rapporto e la vendetta su social e piattaforme porno che la donna è stata costretta a subire dal suo ex compagno che ha pubblicato foto e video ad insaputa di lei, su siti porno e di escort. “Revenge porn” viene chiamato oggi, anche dal punto di vista giudiziario, visto che il nuovo codice rosso adottato un anno fa contro la violenza sulle donne, prevede il carcere fino a sei anni per le persone (uomini quasi sempre) che pubblicano materiale “sessualmente esplicito” con l’unico scopo di offendere la reputazione dell’ex partner, creando danni irreparabili, materiali e psicologici.

FOTO E VIDEO PRIVATI


Nel caso ferrarese, lui, l’ex compagno aveva diffuso su piattaforme specializzate in pornografia, foto e video privati di lui con la donna, girati durante il loro rapporto. Ma ha fatto anche di peggio: aveva creato degli annunci falsi, in cui mostrava lei e la indicava come escort a pagamento per attività sessuali. Tutto falso, per screditarla. Le indagini dopo la sua denuncia sono in corso, e la Polizia delle comunicazioni di Ferrara coordinate dal responsabile Alessandro Paltrinieri, sta verificando ogni riscontro. Ma non è l’unico caso nel Ferrarese, perché il “revenge porn” diventa tale non solo tra ex conoscenti, compagni o coniugi. Anche tra i ragazzini, minorenni. E questo caso fotografa ancor di più un fenomeno dilagante tra i più giovani. Nel caso su cui indaga la PolComunicazioni, la ragazzina minorenne ha trovato pubblicate su siti e social foto di lei in intimità, che aveva scambiato con coetanei. Dai profili chiusi, erano rimbalzate sui vari social ed ha presentato denuncia.

NON SEMPRE CAPISCONO

«Non sempre i ragazzi capiscono ciò che fanno – sottolinea Paltrinieri – e quando li incontriamo nelle scuole citiamo l’esempio che ciò che si scrive e si pubblica in rete non si scrive con la matita ma con pennarello indelebile e non si può più cancellare: bastano screenshot, foto banali per creare danni enormi alle persone».

E così classiche chat su Whatsapp e Instagram tra minorenni diventano il veicolo per la pubblicazione di foto e video.  E dopo la pubblicazione, le indagini: spesso difficili quando gli inquirenti cercano collaborazione dalle piattaforme, tipo Telegram. Mentre i siti specializzati in materiale porno, sono molto più collaborativi e alla richiesta degli inquirenti cancellano il materiale oggetto di “revenge porn”.  Un terzo caso su cui sono in corso indagini riguardano una modella ferrarese, che ha trovato su un sito (con server in Sud America) all’interno di un forum dedicato a “ragazze della provincia di Ferrara” diverse sue foto, artistiche a tema erotico, senza averne dato autorizzazione. Indagini in corso per violazione privacy e diffamazione (i commenti alle foto), ma il passo da qui al “revenge porn” è labile e lo decide il magistrato. –

Daniele Predieri

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