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Pontelagoscuro, cadde a terra in bici colpito dalla portiera: morto tre mesi dopo

Automobilista imputata in tribunale di omicidio stradale. Il fatto nel 2017, la verità dalle perizie 

PONTELAGOSCURO. Uno sportello aperto all’improvviso da chi è nell’auto ferma, appena parcheggiata, senza guardare indietro, senza verificare l’arrivo o meno di un ciclista. È un incidente ricorrente, purtroppo, nella nostra città. E nella nostra provincia come registrato dalle nostre cronache. Ma il caso finito ieri in tribunale ha avuto drammatiche conseguenze, un tragico epilogo: il ciclista che venne colpito dallo sportello appena aperto, cadde e dopo quasi tre mesi di ospedale morì.

RICOVERATO PER TRE MESI


Ora sotto processo, davanti al giudice monocratico Sandra Lepore, c’è la donna che si trovava nell’auto, accusata di omicidio stradale, della morte di un 80enne ferrarese, che si trovava in bicicletta, finì contro lo sportello aperto, cadde e venne ricoverato. Restò diversi mesi in ospedale, sembrava stesse meglio, poi il decesso. Il fatto è accaduto a Pontelagoscuro il 7 aprile del 2017, quando la signora A. arrivò in via Savonuzzi, parcheggiò l’auto e aprì la portiera anteriore lato guida. In quel momento il signor M. stava percorrendo via Savonuzzi da via Padova verso il cento di Ponte, piazza Buozzi. Non gli fu possibile evitare l’impatto, cadde a terra, ma come ha riferito la testimone ascoltata ieri in aula, l’uomo si era rialzato e aveva atteso seduto su una panchina l’ambulanza che stava arrivando. Venne ricoverato e poi per complicazioni le sue condizioni, che sembravano esser migliorate, precipitarono e l’anziano morì il 29 giugno. Secondo la procura, che ha chiesto e ottenuto il processo, la morte del signor M. è riconducibile alle lesioni riportate nell’incidente, per quella “sportellata”. Secondo la difesa (avvocati Segala e Fabbri), invece non lo sono. E alla prossima udienza del 20 aprile, non a caso, saranno messi a confronto i medici legali della procura e della difesa per chiarire le cause della morte e indicare un eventuale nesso tra questa e l’incidente.

PRESENTE O NO?

La donna alla guida quel giorno della Opel Adam che causò l’incidente, è accusata dalla procura anche di violazione del codice stradale per non essersi fermata il tempo sufficiente per allertare la Polizia e fornire i propri dati. Fatto smentito dalla testimone che in aula ha riferito che la donna era presente. —

D.P.

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