«Ciao Trap, ci mancherai». L’addio di Codigoro all’amico giornalista

Ieri i funerali di Vincenzo Trapella, 87 anni, collaboratore della Nuova Ferrara. «Sapeva sorridere alla vita, nonostante i grandi dolori che gli ha procurato»

Codigoro ha dato l'addio al decano dei giornalisti

CODIGORO. Lacrime e boccioli di rose bianche e rosse, ieri mattina nella chiesa di San Martino, per l’ultimo saluto a Vincenzo Trapella, compianto amico e collega, morto il 3 dicembre scorso all’ospedale di Cona dopo aver lottato strenuamente, per due settimane, contro il coronavirus. Dopo la benedizione dell’urna, che conteneva le ceneri del giornalista 87enne, in tanti, dentro la chiesa e sul sagrato, si sono stretti al dolore della moglie Rosa, del figlio Giorgio e di numerosi altri, tra amici e parenti. Commosso, don Marco Polmonari, durante l’omelia ha ricordato che «salutiamo un amico che ha speso 70 anni della sua vita in nome della passione per la scrittura. Un uomo che la vita aveva messo a dura prova prima con la morte, 10 anni fa del caro nipote Mattia, poi, 3 anni fa, per la prematura scomparsa del caro figlio Gianni, con cui aveva scritto tante storie ferraresi attraverso la rivista Un Po nel Delta».

Parallelamente alla lunga carriera giornalistica, don Marco ha tracciato il ricordo del “Trap”, come tutti affettuosamente chiamavano il giornalista codigorese, evocando la sua dedizione per il teatro, grazie al sodalizio con il Gad-Amici del teatro e per l’arte, grazie all’amicizia con il pittore Mario Capuzzo.

Le sue passioni

«Sapeva sorridere della vita – ha sottolineato don Marco –, nonostante i terribili drammi vissuti. Dio lo accolga in Paradiso con Mattia e Gianni e gli renda il dono del riposo delle numerose fatiche».

Il coro di san Martino ha accompagnato le esequie funebri con canti liturgici. In chiesa tanta gente comune, esponenti del mondo dell’associazionismo ed il sindaco Sabina Alice Zanardi. Giordano Conti, presidente provinciale dell’Anam ed il fotografo Saverio Rizzetto, evocando l’amicizia pluriventennale, rimarcano «la grande disponibilità di Vincenzo, la sua carica umana, le sue critiche costruttive, che ci hanno aiutato a crescere, partecipava, con la moglie Rosa a cui rivolgiamo un grande abbraccio, a tutti gli eventi moda e alle serate benefiche che organizzavamo ai LIdi».

Le esequie si sono svolte solo ieri, proprio per consentire a Rosa, uscita dalla quarantena, di partecipare. «Ciao Trap, ciao direttore, ciao Vincenzo, ciao appassionato d’arte, ciao uomo dalla straordinaria disponibilità, sei stato quel giornalista con la “G” maiuscola – ha detto l’amico Claudio Castagnoli nel suo ricordo di Vincenzo Trapella –; ricorderò l’amico di tante gare della Codigorese vissute sugli spalti, con la pioggia ed il freddo, a commentare un’azione o a sperare nel gol della compagine granata, capace, sempre con la tua penna arguta, di riportare sulla Nuova Ferrara, quanto era successo». —

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