Vertenza non risolta, sciopero alla Bompani di Ostellato: «Andiamo avanti»

Verla (Fiom): «Nessuna risposta da parte dell’azienda». Danneggiata un’auto: è un atto grave da condannare

OSTELLATO. Un’altra giornata di sciopero, quella di ieri, per i lavoratori della Bompani. L’adesione, anche questa volta, è stata altissima, con oltre i 95% dei dipendenti che hanno incrociato le braccia. A sostenere i colleghi anche operai della Vm di Cento, della Berco di Copparo e di varie aziende della zona Sipro di Ostellato. E poi delegazioni della Fiom da Cesena, Ravenna, Imola e presenti anche alcuni esponenti di Rifondazione comunista, con il segretario regionale Stefano Lugli, la segretaria provinciale Stefania Soriani e la segretaria del circolo Ostellato-Fiscaglia, Daniela Fuschini.

«Intanto, ringrazio tutti coloro che ci hanno sostenuto – dice Giovanni Verla, segretario generale della Fiom Cgil di Ferrara –, per il resto non è cambiato purtroppo nulla rispetto alla settimana scorsa. Dall’azienda tutto tace, nessuna apertura in vista e non abbiamo ricevuto alcun tipo di controproposta. Niente indicazioni anche dai tavoli istituzionali, ed è per questo che naturalmente andremo avanti».


La vertenza dunque non è stata risolta. «Abbiamo chiesto alla Bompani di interrompere gli atti di forza e ritiri i provvedimenti disciplinari».

«La Bompani si pone il primario obiettivo di attaccare il sindacato e l’organizzazione delle lavoratrici e lavoratori all’interno della fabbrica - va avanti Verla -, e lo fa colpendo in primo luogo i delegati sindacali, avviando procedimenti finalizzati al licenziamento».

Intanto, uno degli operai che ha deciso di non scioperare ha trovato le gomme dell’auto a terra. «Ogni eventuale comportamento violento non ci appartiene. La nostra è una lotta per la dignità e i diritti - dicono le lavoratrici, i lavoratori, la Rsu e la Fiom della Fox Bompani -. Abbiamo appreso che a un collega sarebbe stato causato un danno alla vettura. Se il fatto fosse accaduto in occasione del presidio davanti all’azienda sarebbe un atto grave dal quale prendiamo le distanze». —

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