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Ferrara, la terra del dragaggio della darsena farà da argine davanti al petrolchimico

Progetto che unisce la pulizia del Volano in città e crea una barriera aggiuntiva in caso di pericolose piene del Po

FERRARA. Le piene dei fiume e le continue esondazioni di questi ultimi anni hanno focalizzato l’attenzione della protezione civile e degli organi preposti alla sicurezza idrogeologica a valutare tutte le possibili soluzioni per scongiurare danni a persone, cose e ambiente.

Va inserito in quest’ottica il nuovo progetto da 8,5 milioni di euro che la Regione si appresta a mettere in campo con un duplice beneficio ambientale. Da un lato si procederà a dragare la Darsena di San Paolo, che ha accumulato un fondale limaccioso che necessita di essere rimosso per la salute del fiume. Dall’altro con il materiale raccolto nell’operazione di dragaggio e tramite opportune operazioni di filtraggio, verrà recupero parte di quel materiale palabile per costruire un argine a protezione a nord del petrolchimico, a difesa del complesso industriale in caso di esondazione del Po.


IL DRAGAGGIO

«Il progetto - dichiara Claudio Miccoli, direttore dell’area Reno e Po di Volano dell’Agenzia regionale sicurezza del territorio e protezione civili dell’Emilia Romagna - ha già trovato un finanziamento da parte della Regione per 8 milioni di euro. Si tratta nei prossimi mesi di indire una gara per iniziare l’opera. Bisognerà avviare un lavoro per caratterizzare i sedimenti dei fondali e studiare un piano per il dragaggio completo che sarà di un paio di chilometri, dalla Darsena di San Paolo alla parte del Po di Volano più a monte che va fino alla confluenza con il canale Boicelli».

Nei piani della Regione c’è da eliminare tutti quei detriti che negli anni si sono sedimentati nel fondale con un altezza dell’acqua che in alcuni punti è di pochi centimetri. Il dragaggio dovrebbe assicurare un ripulita del fiume con i fondali a 3,50 metri con i benefici che una tale progetto comporta. L’appalto per il dragaggio dopo gli esami sui sedimenti dovrebbe partire il prossimo anno con l’intervento da effettuare nel 2022.

LA NUOVA BARRIERA

Si calcola che verranno raccolti circa 110mila metri cubi di sedimenti dal dragaggio della Volano tra la Darsana e il Boicelli. Questo materiale verrà filtropressato e ne sarà disponibile circa la metà, secondo le stime di Miccoli. «In questo modo - spiega ancora il direttore di zona dell’agenzia regionale - si potrà costruire una sorta di argine, una barriera altra due metri e mezzo e lunga circa un chilometro, messa a protezione a nord del petrolchimico». Questa ulteriore protezione servirà a proteggere uno dei centro nevralgici più importanti della città dall’eventualità di un’esondazione del Po, ipotesi più che rarissima dal verificarsi, ma che va giustamente sempre calcolata. —

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