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Ferrara, l’economia ai tempi del Covid: «Numeri rossi e in picchiata»

Produzione industriale giù del 13% e il turismo con meno 70% di stranieri Caselli (Unioncamere): «Il futuro è digitale, 429 imprese nell’e-commerce»

FERRARA. Per il 2020 la caduta attesa del valore aggiunto si attesta al -9,7% e nel 2021 la ripresa sarà parziale (+6,3%): l'indice di produzione industriale è ancora negativo nel terzo trimestre dell'anno, con produzione e fatturato dell'artigianato a registrare contrazioni superiori al -13%. E particolarmente difficile è la condizione delle imprese legate al mondo delle costruzioni, del commercio e del turismo, mentre permangono problemi di liquidità e si allungano i tempi previsti dalle imprese per recuperare i livelli produttivi pre covid.

Sono questi i dati dell'Osservatorio dell'economia della Camera di commercio di Ferrara sugli impatti della pandemia nella nostra provincia, in questo 2020 «difficile da commentare e che 'non assomiglia» ha spiegato Guido Caselli (direttore del Centro Studi di Unioncamere Emilia Romagna), «numeri rossi» e istogrammi in picchiata alla mano. «Nel 2020 le imprese ferraresi hanno perso più del 10% del loro fatturato, con un calo che ha sfiorato il 40% per l'alloggio e la ristorazione e ha superato il 20% per la moda - secondo Caselli - tiene invece botta l'agroalimentare e il clinico-farmaceutico». Ancora oggi il 52% delle imprese ferraresi viaggia a velocità ridotta rispetto all'attività pre covid e il 46% dichiara problemi di liquidità, il 70% nel settore alloggio e ristorazione e il 50% se si parla di piccole imprese.


Per quanto riguarda i dati congiunturali, le variazioni nei primi nove mesi dell'anno nei vari settori, si registra «una lenzuolata di istogrammi che puntano verso il basso - commenta ancora Caselli - c'è un -15,7% per il manifatturiero, un -5,7% per le costruzioni e un -5,2% per il commercio». E dati ancora negativi, ma di minore intensità, si hanno nel terzo trimestre dell'anno: in questo caso il crollo della produzione nel settore manifatturiero, per esempio, si attesta al -11,2% e nell'artigianato la contrazione è superiore al -13% ma a luglio era ancora attorno al -24%, «ed è la dimostrazione che le imprese hanno ancora i motori accesi».

Particolarmente colpito il turismo, con il trimestre estivo che si è attestato sul -19%, ma che nei nove mesi ha perso il 37% delle presenze (16% italiane e 70% straniere). E in calo del 19%, nei primi nove mesi dell'anno, sono anche le esportazioni: crescono solo quelle del gruppo computer e apparecchi elettronici (+22,3%) che rappresenta, però, solo l'1,6% dell'export ferrarese; il primo settore per importanza invece, la chimica, registra un -4,3%. Il futuro è digitale: «le imprese che hanno puntato sul digitale - chiude Caselli - sono quelle che in numero maggiore hanno recuperato i livelli di attività. Così anche nel manifatturiero, nelle costruzioni, nei numeri del commercio elettronico: a Ferrara già 429 le imprese con l'e-commerce come attività primaria o secondaria e nell'ultimo anno queste imprese sono aumentate del 20%». —

Giovanna Corrieri

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