Sorpresi a spacciare sulle Mura di Ferrara: arrestati, condannati e "daspati"

Cesare Capocasa, questore di Ferrara

Operazione della Squadra Mobile in viale IV Novembre, poi il processo per direttissima e il provvedimento del questore Capocasa: è il suo primo Daspo urbano

FERRARA. Due arresti per spaccio, due condanne, la liberazione e il Daspo urbano, provvedimento emesso per la prima volta dal questore di Ferrara. Ed è stato l'ultimo atto di un'indagine di polizia in città.

IL BLITZ

Nel pomeriggio di mercoledì 23 dicembre gli agenti delle Volanti e della Squadra Mobile hanno arrestato nei pressi delle Mura di via IV Novembre due spacciatori nigeriani: O.C. di 25 anni, ed E.J., di 24 anni.

Grazie a diverse segnalazioni giunte da cittadini al poliziotto di prossimità e alle pattuglie che quotidianamente svolgono servizio nella zona, la Squadra Mobile ha dato inizio a una serie di accertamenti che hanno consentito di individuare alcuni spacciatori operanti sulle Mura. Nella giornata di mercoledì è così scattato il blitz: gli agenti, appostati in abiti civili, hanno individuato due ragazzi nigeriani che si passavano degli involucri,  presumibile contenenti sostanza stupefacente, per poi consegnarli a un terzo, tutti fermati dagli agenti in borghese e accompagnati in questura, dove venivano sottoposti a perquisizione.
Nelle scarpe di uno dei due nigeriani venivano rinvenute 6 dosi di anfetamine, mentre all’interno degli involucri ceduti era contenuta della cocaina.

I PROVVEDIMENTI

I due nigeriani venivano quindi arrestati per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso, in attesa del processo per direttissima, la cui sentenza comminava condanne di detenzione a uno di 10 mesi e all’altro di 6 mesi con pena sospesa per entrambi.

A questo punto è intervenuto il questore Cesare Capocasa, che ha emesso nei confrontisei due condannati  il provvedimento del Daspo urbano, previsto dalla Legge 18 dicembre 2020 recante Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città.

Tale misura di prevenzione personale, a carattere ordinativo/interdittivo, ha la funzione di tutelare la sicurezza di determinati luoghi, proibendovi l’ingresso a specifiche categorie di soggetti. La più importante novità introdotta riguarda il divieto di accesso o stazionamento nelle immediate vicinanze degli esercizi pubblici e dei locali di pubblico trattenimento presenti nell’intera provincia. L’operatività della norma rende applicabile la misura anche ai soggetti solo denunciati nel corso degli ultimi  tre anni per i reati di vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope per fatti commessi nei pressi di un esercizio pubblico, o di locali pubblici o parti il pubblico. L’autorità di pubblica sicurezza può applicare il suddetto divieto, per ragioni di sicurezza, valutati gli elementi derivanti dai provvedimenti dall’autorità giudiziaria e sulla base degli accertamenti di polizia.

Questo strumento permette al questore d'intervenire con maggiore fermezza nel settore della cosiddetta “sicurezza urbana”, ovvero sulle condizioni di “vivibilità e decoro” delle città. In tale prospettiva, la sicurezza non è più soltanto da identificarsi con la sfera della prevenzione e della repressione dei reati, ma intesa anche come attività volta al perseguimento di fattori di equilibrio e di coesione sociale, di vivibilità e di prevenzione situazionale connessi ai processi di affievolimento della socialità nel territorio.

Il regime sanzionatorio, in caso di violazione del Daspo urbano, prevede la reclusione da sei mesi a due anni e la multa da 8.000 a 20.000 euro.

IL COMMENTO

«L’autorità di pubblica sicurezza - commenta il questore Capocasa - vede consolidato il proprio ruolo nella prevenzione delle fenomenologie criminali, attuata incidendo sulle manifestazioni di pericolosità sociale attraverso strumenti calibrati su specifici contesti situazionali».