Celanese, i sindacati si rivolgono alla Regione: poca chiarezza sulle proposte di acquisto

Settembre 2020: la convocazione del Tavolo istituzionale in Comune dopo l'annuncio della vendita di Celanese

I rappresentanti dei lavoratori: prima di ogni avanzamento delle operazioni di vendita dello stabilimento vengano spiegate le motivazioni di scelta del potenziale compratore. Obiettivi prioritari restino la continuità produttiva e la tutela dell'occupazione

FERRARA. Il cauto ottimismo con cui i sindacati, a inizio dicembre, avevano accolto la notizia di possibili acquirenti del sito industriale Celanese di via Marconi - con 67 dipendenti - ha lasciato ora  il posto a timori e perplessità per le troppe incertezze che ancora accompagnano l’operazione di vendita. E gli stessi sindacati ora annunciano un incontro in Regione «un’autorevole sede istituzionale dove la delegazione sindacale chiederà alla parte aziendale che, prima di ogni avanzamento delle operazioni inerenti la vendita dello stabilimento, venga fatta chiarezza in merito alle motivazioni di scelta del potenziale acquirente e agisca in coerenza con gli obiettivi prioritari già definiti e condivisi che sono, lo ribadiamo: garantire la continuità produttiva del sito e la salvaguardia al suo interno di tutti i suoi lavoratori», mettono in chiaro le segreterie provinciali di Filctem, Femca e Uiltec.

«La trattativa tra direzione aziendale e delegazione sindacale inerente la chiusura dello stabilimento Celanese di via Marconi, annunciata dalla società nel mese di luglio 2020, non si è putroppo ancora conclusa e proseguirà nei prossimi giorni in Regione», confermano. Celanese è una importante multinazionale che ha acquisito il gruppo Softer a fine 2016 e produce nel sito ferrarese, con 67 lavoratori diretti, oltre ai lavoratori dell’indotto, materiali dedicati all’automotive per le più importanti case automobilistiche mondiali. Celanese a distanza di tre anni e mezzo ha posto in vendita lo stabilimento ferrarese che è stato oggetto di interesse da parte di diverse società che operano nel settore della gomma e delle materie plastiche.

«L’operazione, approdata nelle sedi istituzionali, era stata condivisa tra le parti, dinanzi al sindaco di Ferrara e all’assessore regionale alle attività produttive, nelle sue finalità poiché volte a garantire nel debole territorio industriale ferrarese la continuità produttiva del sito e la salvaguardia al suo interno di tutte le maestranze impiegate», ricordano i sindacati.

Obiettivo prioritario e condiviso, dunque, «garantire alla comunità estense la salvaguardia del sito e l’occupazione dei lavoratori. Tra le offerte pervenute, Celanese ne ha scelte tre in quanto interessate non solo alle produzioni e ai macchinari, ma anche a garantire la continuità produttiva del sito e l’interesse per le maestranze».

Un’operazione che però, denunciano i rappresentanti dei lavoratori, «ad oggi non risulta chiara alla parte sindacale che non è stata informata dei contenuti industriali delle offerte e nemmeno dei nomi delle tre società selezionate». L’ultimo incontro tra le parti risale a lunedì 28 dicembre, quando «la delegazione sindacale ha ricevuto la comunicazione, direttamente dalla direzione aziendale, che Celanese avrebbe intensificato le trattative di vendita con la società offerente che avrebbe proposto l’acquisizione dello stabilimento con una piccola parte delle maestranze, accantonando come poco credibile l’offerta di acquisizione con assorbimento di tutti i lavoratori presentata da almeno una delle altre due società offerenti». Una proposta su cui i sindacati vogliono fare chiarezza, a tutela dei lavoratori, con un confronto in Regione.