Ferrara, l'allarme: «Uomo in overdose». Ma è una burla all'amico

Usa il nome del conoscente e allerta 118, Polizia e vigili. Denuncia per interruzione pubblico servizio, rischia l’arresto

FERRARA. Lancia l’allarme al 118, Polizia e vigili del fuoco: «Venite, venite, qui nell’appartamento c’è una persona in overdose». I soccorsi non ci pensano un attimo, partono, corrono e arrivano sul posto: peccato fosse un falso allarme, inventato da un ferrarese di 31 anni che aveva chiamato spacciandosi per un suo conoscente, del tutto ignaro di questa antipatica burla, che arrivato poco dopo a casa sua ha visto 118, Polizia e vigili e si è chiarito tutto.

ADESSO GUAI SERI

Ora il 31enne ferrarese rischia grosso, giustamente: interruzione di pubblico servizio e procurato allarme, roba da 1 anno di carcere, arresto e tanto altro. È stato “graziato”, si è beccato solo una denuncia, ma è sotto stretto controllo: al prossimo sgarro, la Polizia farà scattare provvedimenti più gravi. Perchè - si è scoperto poi dagli accertamenti - la falsa overdose è solo l’ultimo falso allarme in ordine di tempo, ai danni di questo su conoscente, usandone il nome. Allarmi fasulli, per richiesta di interventi di soccorso sempre al 118 oppure chiamava - per scherzo verso il conoscente - pizzerie o esercizi di ristorazione per farsi consegnare cibo a domicilio. Non era vero: e adesso rischia anche le denunce di chi ha di fatto, raggirato, facendoli lavorare a vuoto.

LA MATTINA DELLA BEFANA

È stata la Polizia di Stato ad intervenire la mattina del giorno della Befana, in un appartamento qui in città, dove lui il 31enne ferrarese aveva segnalato una persona in stato di overdose. Sul posto oltre al 118, sono andati gli agenti della Polizia e i Vigili del fuoco per entrare nell’appartamento, visto che non rispondeva nessuno. Però, mentre stavano facendo l’intervento, è arrivato un uomo 48enne che con sorpresa chiedeva agli operatori cosa fosse successo: «Sono l’inquilino dell’appartamento, abito qui da solo, non c’è nessuno dentro casa». Nessuno in overdose, dunque. Poi si è chiaro tutto: l’uomo ha riferito ai poliziotti che da circa un anno riceveva chiamate e messaggi ingiuriosi per telefono e a casa arrivavano pasti o altri, mai ordinati, mai commissionati. Era questo suo conoscente, il 31enne, a farlo. Scoperto poco dopo dagli agenti incrociando il numero di telefono con cui aveva chiamato per la falsa overdose: e dai controlli sono emersi tutti gli altri falsi allarmi. Adesso, sono guai e ancora guai per il 31enne. —

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