Alloggi Acer. La giunta di Ferrara: la graduatoria è provvisoria. Ma è rischio paralisi con i ricorsi ai giudici

Semplificata l’impossidenza: ammessi con riserva stranieri senza documenti. Però al ferrarese basta l’autocertificazione

FERRARA. Il ricorso sarà pronto tra una settimana e verrà depositato al Tribunale di Ferrara per valutare se vi siano profili discriminatori o meno sui requisiti imposti dalla Giunta Fabbri nella graduatoria di assegnazione degli alloggi pubblici. «Quasi ultimato, stiamo raccogliendo il materiale», spiegava ieri sera da Milano Alberto Guariso, il legale di Asgi, associazione studi giuridici che aveva già assestato un knock out alla giunta Fabbri sui buoni spesa del Comune, bocciati dal tribunale di Ferrara perchè «discriminatori» i criteri scelti allora.

Il rischio del bis


Il rischio per la Giunta Fabbri è quello di collezionare il bis, sulla base di pronunciamenti della Corte Costituzionale e del Tar Lombardia per casi analoghi riferiti ai regolamenti per l’assegnazione alloggi pubblici incassati dallo stesso legale dell’Asgi. Ma col deposito del ricorso contro la 32ª graduatoria approvata il 4 gennaio scorso dalla Giunta, il rischio vero e concreto è che la procedura di assegnazione verrà paralizzata, in attesa della definizione della causa civile-amministrativa e dunque gli alloggi non saranno distribuiti per diversi mesi, spiegano gli addetti ai lavori.

Va registrato, però, che la Giunta e il sindaco Alan Fabbri avevano già pensato a correttivi contro le possibili difficoltà legate al requisito della “impossidenza” (non avere altre proprietà di immobili, all’estero), ritenuto discriminatorio per quanto riguarda i cittadini stranieri residenti a Ferrara. I cittadini extracomunitari, infatti, per partecipare alla graduatoria debbono consegnare documenti che attestino di non avere proprietà immobiliari all’estero e li debbono ottenere interpellando ambasciate o consolati dei propri paesi d’origine: che spesso non rilasciano questa documentazione tout-court o in ritardo rispetto i tempi di consegna, in questo caso al Comune di Ferrara. Per ovviare a questo, e andare incontro a queste difficoltà, la giunta con una delibera del dicembre scorso aveva indicato una semplificazione per l’impossidenza sulla produzione dei documenti che la attestino.

Ammessi con riserva

E ha deciso che i cittadini extracomunitari che non hanno presentato i documenti sono ammessi alla graduatoria con riserva, che poi sarà sciolta almeno 30 giorni prima dell’assegnazione. Dunque, la graduatoria che ha innescato lo scontro in città, prima tra sindaco e vescovo, poi con tutte le forze politiche, con bordate da una parte e dall’altra, è provvisoria e quella definitiva verrà pubblicata al termine dell’esame dei ricorsi che possono essere presentati entro 30 giorni, dal 4 gennaio.

E allora, tanto rumore per nulla? Assolutamente no, spiegano gli addetti ai lavori. Poichè nel bando restano i criteri capestro per gli stranieri, e i correttivi non attenuano affatto i profili di anticostituzionalità, già valutati dalla Consulta e dal Tar Lombradia.

Un esempio? Se un cittadino straniero ha l’obbligo di certificare l’impossidenza tramite ambasciata o consolato, per un cittadino ferrarese nel caso di proprietà all’estero basta soltanto una semplice autocertificazione.

Senza tetto massimo

Resta inoltre il criterio della residenzialità: su cui ha puntato la Giunta Fabbri attribuendo un punteggio di 0.5 per ogni anno di residenza a Ferrara, senza fissare un tetto massimo (come accadeva nella giunta Tagliani dando al massimo un punteggio di 5, residenza moderata). Altro esempio: se un cittadino straniero risiede da 10 anni a Ferrara, lavora, paga le tasse ed è in graduatoria per necessità riconosciute di un alloggio pubblico, sarà comunque scavalcato da un ferrarese con oltre 20 anni di residenzialità in città, al quale conteggeranno sempre un punteggio altissimo. —

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