Comacchio, contagi a elementari e medie. I genitori: siamo preoccupati

Gli abitanti: «Chiediamo al presidente Bonaccini di farci diventare zona rossa». C’è chi ha deciso di tenere i figli a casa. «Abbiamo paura, situazione critica»

COMACCHIO. Lanciano un grido d’allarme le mamme degli alunni di Comacchio, dopo l’escalation di contagi degli ultimi giorni. Ad invocare, a nome di un folto gruppo di genitori comacchiesi, provvedimenti d’urto urgenti ed un monitoraggio capillare nelle scuole è Federica Pambianchi, mamma di un alunno che frequenta le scuole medie.

«Nella riunione con il Prefetto citata dal sindaco nella penultima seduta del Consiglio Comunale – dichiara Federica Pambianchi –, risultava che ci fossero quattro casi accertati di positività al coronavirus tra gli studenti del territorio. Poi ci sono state le vacanze di Natale e ora ci ritroviamo con un’impennata di contagi. Chiediamo quali provvedimenti si intendano adottare alla luce della situazione che è venuta a crearsi in questi giorni».


LA PAURA

Tante sono le preoccupazioni che affliggono i genitori degli alunni in laguna, tanto che molti di loro, in autonomia, senza attendere un dietrofront delle istituzioni, hanno deciso di non mandare in aula i propri figli che, di fatto, risultano assenti a tutti gli effetti dalle lezioni.

Il clima di incertezza e la paura fanno la parte del leone, incidendo drasticamente sull’avanzamento dell’anno scolastico e sul grado di preparazione degli alunni. «Una intera classe – prosegue la giovane mamma – mi risulta che sia stata chiamata a Ferrara ieri ad effettuare la prova del tampone molecolare, dopo il caso positivo del 22 dicembre scorso e ora si attende l’esito. Dal 7 gennaio sono riprese le lezioni in presenza sia alle primarie che alle medie, ma noi siamo perplessi e preoccupati».

A nome di tanti genitori comacchiesi Federica reclama spiegazioni alle autorità competenti sulla mancanza di provvedimenti di chiusura repentina delle scuole, anche in funzione dei 52 tamponi positivi refertati a Comacchio nelle ultime 24 ore, a fronte dei 34 negativi.

LA RICHIESTA

In alcune classi alcuni alunni frequentano le lezioni con la didattica a distanza, perché positivi al Covid 19 e dunque in isolamento domiciliare, ma chi resta a casa per autonoma iniziativa dei genitori, perde di fatto le lezioni. «Manca una comunicazione sui dati effettivi del contagio – conclude Federica Pambianchi – e noi chiediamo invece che ci venga comunicata, ma l’orientamento prevalente dei genitori degli alunni è quello che prevede la chiusura delle scuole. Chiediamo che intervenga il presidente della Regione Stefano Bonaccini, istituendo la fascia rossa come ha fatto qualche mese fa nel Comune di Medicina». Naturalmente gli alunni risultati positivi restano in isolamento, e non sono pertanto tornati a scuola, fino a tampone con esito negativo. —

Katia Romagnoli

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