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Lidi di Comacchio, il 20% dei Bagni è in vendita: fioccano le richieste di affitto

Sono 132 gli stabilimenti sul nostro litorale: in media il costo è 500mila euro. I figli non vogliono seguire le orme dei padri e senza gestione familiare è dura

PORTO GARIBALDI. Sono 132 gli stabilimenti balneari aperti sui venticinque chilometri di spiaggia da Lido Volano a Lido Spina. Di questi il 20% ora è in vendita, ma c’è anche chi affitta e chi affitta con possibilità di riscatto: se una volta il Bagno rappresentava un vero e proprio investimento, oggi le cose sono molto cambiate e la “colpa”, naturalmente non è solo del Covid. Il mercato non è fermo, anzi. Solo che il rischio è davvero molto alto in questo strano periodo e qualche affare, naturalmente per chi ha dei soldi da investire, si può portare a casa. Chi ha disponibilità, sì, e non è una banalità: chi vuole osare o ha osato negli ultimi anni, nella maggior parte dei casi si è trovato pieno di debiti da cui sta cercando di venir fuori rimettendo in vendita l’attività.

I COSTI


In passato con qualche sacrificio e tutta la famiglia messa a lavorare all’interno, le cose erano ben diverse. Il prezzo medio per un Bagno a Porto Garibaldi e ai Lidi Volano, Estensi e Spina è 500mila euro. Che diventano tre volte tanto a Scacchi, Pomposa e Nazioni, dove le spiagge sono private e quindi viene venduto tutto in blocco, senza avere poi i problemi legati a concessioni e demanio.

«Negli ultimi anni tanto è cambiato – dicono dalla Confesercenti –. Prima avere un Bagno significava dare da mangiare a tutta la famiglia per generazioni ma desso la conduzione familiare è venuta meno e tanti figli hanno preso altre strade. C’è chi da solo non riesce più a gestire tutto e ha deciso di vendere, non avendo eredi disposti a subentrare e chi invece si è arreso perché la strada, soprattutto all’inizio, è in salita e si rischia di fare debiti davvero troppo in fretta».

L'OFFERTA

Poco più di venti Bagni sono sul mercato, altri tentennano e vanno avanti di stagione in stagione aspettando una buona offerta, magari puntando sulla posizione. «La situazione è uguale in tutti i Lidi – vanno avanti dall’associazione di categoria –, qualcuno ha già concluso e sta iniziando i lavori di ristrutturazione».

Molte le richieste di affitto, ma i proprietari degli stabilimenti non le vedono di buon occhio. Uno stabilimento è fatto all’80% da chi lo gestisce perché tutto deve funzionare: pulizia, gentilezza, buona cucina. Chi ha avuto esperienze di affitto nella maggior parte dei casi non è rimasto contento: è gente che si improvvisa e bagnini lo si diventa pian piano. Così hanno fatto scappare i clienti e la struttura ha perso di valore.

LA VIA DI MEZZO

Fra la vendita e l’affitto c’è l’affitto con riscatto, una formula che ha funzionato ma che negli ultimi tempi non è più così sicura. «Pagano fino a un certo punto, poi non ce la fanno più e resta tutto a metà. Il punto è che se piove per ogni fine settimana della stagione, come qualche anno fa, tutto crolla. Basta una stagione di brutto tempo per non riuscire più a stare a galla. Il personale va pagato, le utenze anche...Poi certo, con un anno di sole, caldo e di estate degna di questo nome chi ci sa fare guadagna e anche bene». —

Annarita Bova

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