«Iv non è rompiscatole Fondi da spendere bene per una riforma seria»

Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze della Camera,  spiega i motivi della crisi. «Non apriamo la strada al centrodestra»  

L’intervista/2

Luigi Marattin, presidente della Commissione Finanze della Camera, è uno dei deputati di Italia Viva più rappresentativi.


Si va verso la crisi di governo o c’è ancora qualche margine politico e su cosa?

«I prossimi 18 mesi non saranno solo uno dei tanti periodi difficili che questa Repubblica ha vissuto. Saranno la fase più cruciale della nostra storia. Il Covid ha fatto venire al pettine tutti i nodi che ci hanno bloccato negli ultimi decenni e che ora – dato il livello che ha raggiunto il nostro debito – rendono non più rimandabile un’azione di riforma seria e decisa di tutte le strutture della nostra economia. Noi stiamo solo chiedendo un governo all’altezza di questa sfida, tutto qui. Se può essere questo, dimostri di esserlo. Altrimenti tutti ne trarranno le conseguenze».

Quali sono i passaggi politici (anche interni) per Iv nei prossimi giorni, che prepareranno il terreno al chiarimento finale?

«A metà dicembre ci hanno consegnato una bozza di Recovery Plan che volevano approvare il giorno dopo. Dopo averla letta, abbiamo sollevato 62 criticità. La prima reazione è stata la solita: “Ecco i rompiscatole renziani”. Poi tutti hanno concordato che in effetti era da rifare. Noi abbiamo solo chiesto di potere leggere la nuova versione, in forma integrale, prima di votarla. Quando ce la consegneranno, la leggeremo con attenzione e valuteremo se è in linea con l’importanza della fase che stiamo vivendo».

Non pensate che i cittadini, in piena pandemia, possano avere qualche difficoltà a comprendere, in questi giorni, le ragioni di una crisi di governo?

«Proprio perché occorre uscire in fretta dalla pandemia – usare bene 209 miliardi di risorse europee – abbiamo bisogno non di qualsiasi governo, ma del migliore governo possibile. È facile per lei dire che i cittadini non capirebbero una crisi ora. Ma secondo lei capirebbero, ora o tra qualche anno, l’aver sprecato la più grande occasione di rimediare a decenni di guasti ed evitare la lenta agonia del Paese?»

Dopo aver creato le condizioni dello scenario che ha mandato la Lega all’opposizione potreste riaprire la strada per una maggioranza parlamentare al centrodestra. Sembra un percorso contraddittorio.

«In parlamento non ci sono i numeri per una maggioranza di centrodestra, quindi il problema non si pone. Quello che potrebbe succedere è che le forze politiche decidano di dar vita ad una fase completamente nuova, in cui una volta tanto far prevalere l’interesse nazionale e non quella dei singoli partiti. Visto, non mi stanco di ripeterlo, il momento cruciale che la Repubblica sta vivendo».

Cosa rispondete a chi dice che alla fine accetterete qualche aggiustamento (nei ministeri soprattutto) e poi la crisi rientrerà?

«Che non ci conosce. Si è fatto troppo convincere dalla narrazione mediatica che fanno di noi. Non sempre dettata dalla “oggettività”. È che ormai in questo paese siamo talmente disabituati a parlare di idee, riforme, contenuti, che quando qualcuno lo fa si pensa sempre male. Ad esempio sono due giorni che chiedo perché i miliardi del Recovery da 196 sono scesi a 188, e nessuno sa rispondere. Mi dica: per il fatto di chiederlo sono un rompiscatole che cerca poltrone o voglio sapere dove sono finiti 8 miliardi?». —

Gi.Ca.

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