Casa della cultura, il progetto è partito: contenitore unico per la storia di Ferrara

Proficuo incontro fra promotori e amministrazione. Primo passo un gruppo di lavoro, poi coinvolgere l’Università

FERRARA. Prima era Cielo, acronimo di cultura identità eccellenze luoghi orizzonti, ora invece si parla di una Casa della cultura ferrarese, la quale possa diventare contenitore per un patrimonio di libri e materiale storico più unico che raro. Come abbiamo già avuto modo di raccontare nel corso dei mesi, l’idea era partita da Marco Turchi, ex responsabile dell’ospedale psichiatrico di via San Bartolo, ma ben presto sono entrati nel progetto Riccardo Modestino, in rappresentanza di alcune associazioni culturali di Ferrara.

Dopo un primo approccio con l’amministrazione comunale, nei giorni scorsi si è tenuta una video call (con Google Meet) a cui hanno partecipato Modestino, Turchi e alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale, gli assessori Matteo Fornasini, Marco Gulinelli, Andrea Maggi e Angela Travagli, con un saluto del vicesindaco Nicola Lodi.


PUNTI D’INTESA

Dopo l’esposizione sintetica del progetto, Modestino ha chiuso con la richiesta finale di costituire un gruppo di lavoro (con criteri definiti dall’amministrazione) allo scopo di pianificare e monitorare step by step l’intero processo in divenire. L’assessore Gulinelli ha messo in luce sia il grande valore del progetto presentato nelle sue varie parti ( «molto ben costruito e molto importante»), accanto ad alcuni criticità che non sono ostacoli per poter andare avanti sul percorso delineato, ma vanno considerate se si vuole dare continuità, anche oltre il mandato di questa amministrazione.

Con quali fondi? Ecco “la” domanda, a cui si può rispondere dicendo che le idee forti si possono trasformare in opportunità per il futuro. E in tal senso è ritenuta prezioso da parte di tutti il coinvolgimento dell’Università di Ferrara, non solo nel produrre saperi ma anche nella promozione. L’assessore Travagli ha spiegato che incontrerà l’architetto Natascia Frasson per una discussione particolareggiata circa gli spazi da destinare a contenitori culturali dedicati. È necessario pensare a progetti futuri, con l’individuazione di alcuni immobili (scuole dismesse, palazzi storici abbandonati – tipo l’ex Hermitage Italia in corso Giovecca 148, ecc) per poter valorizzare gli stessi con contenuti culturali vivi, che mantengano forti i valori dell’identità ferrarese, la memoria e la sua storia. In tale cornice è necessario un sostegno adeguato da parte dei volontari affinché diano continuità nel tempo alla vita culturale delle singole realtà. E qui si innesta il tema frazioni (del quale parliamo sotto).

IL FUTURO

Entusiasta anche l’assessore Maggi, mentre ancora Modestino, Francesco Petrucci e Turchi sono entrati nel dettaglio dei materiali che andrebbero a comporre la casa della cultura (ex biblioteca ospedale psichiatrico, fondo del professor Davide Luigi Mantovani, donazioni di privati), con la richiesta appunto di di dare vita a un gruppo/ comitato di lavoro misto per seguire nel tempo lo stato di realizzazione del progetto, nelle sue varie fasi, oltre a organizzare nell’immediato una visita a Occhiobello per verificare l’entità del patrimonio culturale giacente inutilizzato nel magazzino dell’azienda Usl. —

D.B.

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