Copparo, troppe le salme da cremare: autorizzata l’attività su 24 ore

Ordinanza del sindaco Pagnoni: «Uno di quegli atti che non vorrei mai firmare». Così Gecim potrà continuare ad accogliere le richieste anche da fuori regione

COPPARO. L’ordinanza numero uno che ha firmato ieri il sindaco Fabrizio Pagnoni stabilisce che «Gecim Srl, per far fronte all’emergenza sanitaria in essere, compatibilmente con le capacità di gestione interne, possa e estendere fin da oggi a 24 ore giornaliere il funzionamento dell’impianto di cremazione di Copparo al fine di poter incrementare il numero di cremazioni».

LA SECONDA VOLTA


L’urgente e temporanea modifica dell’Autorizzazione unica ambientale, di cui è stata inoltrata richiesta a Comune e all’Agenzia regionale per la prevenzione e l’ambiente, consentirà al Giardino della cremazione d’incrementare la propria attività. Ciò per far fronte alle numerose richieste, provenienti anche da fuori regione, e in particolare dal vicino Veneto, legate all’emergenza sanitaria in corso.

Si tratta della seconda volta in questa pandemia che all’impianto copparese viene chiesto un surplus di attività. La prima a fine marzo, quando, nella profonda commozione di tutto il Paese, anche a Copparo fu affidata la triste incombenza dell’ultimo saluto delle vittime di Bergamo e di Vo’ Euganeo: le immagini sono ancora vive nella mente e nel cuore dei copparesi. Con il miglioramento della stagione estiva la situazione era tornata alla regolarità, tanto che a inizio agosto Gecim aveva provveduto a comunicare all’amministrazione comunale e ad Arpae il rientro alle normali condizioni di esercizio dell’impianto.

Ora la situazione epidemiologica ha richiesto un nuovo temporaneo incremento delle cremazioni, per dare risposta alle esigenze determinatesi e rinnovando l’impegno, preso già durante la prima fase, in accordo con prefettura e le forze dell’ordine, di contribuire per quanto possibile a ridurre le difficoltà delle aree più colpite, accogliendo all’impianto di Copparo i feretri destinati alla cremazione. Nelle ultime settimane sono infatti fortemente aumentate le richieste.

«DOLOROSO DOVERE»

«Come già a marzo, questo è uno degli atti che mi sarei augurato di non dovere mai firmare – afferma il sindaco Pagnoni –. Provvedimenti simili sono la cruda e dolorosa prova di quanto la pandemia rappresenti ancora una minaccia presente e temibile. Non ce ne dobbiamo tuttavia sottrarre, per quel senso di responsabilità e di solidarietà che ci unisce tutti in un momento tanto difficile. Forniremo un servizio incrementato, per cui dobbiamo ringraziare tutti gli operatori di Gecim, che mai, anche nel periodo più penoso e critico, si sono tirati indietro».

« E come in passato - conclude il primo cittadino copparese -, la comunità saprà stringersi intorno alle vittime che se ne sono andate senza il conforto dei loro cari e alle famiglie che sono costrette ad affrontare una simile terribile pena». —

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