Ferrara, ingegnere-ex politico col doppio lavoro: Rendine sospeso per sei mesi dall’Asl

Dirigente pubblico, non poteva fare il consulente per procura e privati. La Corte dei conti: danno erariale di 100mila euro

FERRARA. Lo conoscono tanti negli uffici giudiziari di Ferrara per la sua attività decennale di consulente tecnico per la procura e più di recente per avvocati, privati, assicurazioni, spesso come perito in incidenti stradali. Ma Francesco Rendine lo conoscono altrettanto tantissimi ferraresi per la sua attività politica come militante del centro-destra, in passato con Alleanza nazionale, poi consigliere comunale con la sua lista civica Gol (Giustizia Ordine e Libertà) nonché candidato sindaco alle ultime elezioni, non eletto, nemmeno in consiglio: fuori da allora dalle scene politiche cittadine dunque.

DENTRO IL PASTICCIO


E fuori adesso, per un pasticcio giudiziario-amministrativo dal suo ufficio all’Asl, sospeso per sei mesi per aver svolto il doppio lavoro: perché Rendine, dirigente del Dipartimento di Sanità pubblica con incarico di Ingegnere addetto alla sicurezza, non poteva svolgere l’attività di consulente in conflitto col suo ruolo di dirigente pubblico.

Per questo motivo dal novembre scorso l’Asl di Ferrara lo ha sospeso dall’incarico, a stipendio azzerato: e lui ha chiuso il suo ufficio nella sede di piazza Beretta in attesa del termine della sospensione, fissata per il prossimo aprile, contro cui – informava lui stesso, vedi qui sotto – ha già fatto ricorso davanti al giudice del Lavoro del tribunale di Ferrara. La sospensione decisa dall’Asl è solo l’ultimo atto di una lunga procedura avviata oltre un anno fa, quando la Guardia di finanza aveva cominciato a svolgere accertamenti a seguito di segnalazioni, anche anonime: «Quell’ingegnere fa il doppio lavoro, non può farlo», l’informazione da cui sono partite le verifiche delle Fiamme gialle. Accertamenti anche contabili sulla sua posizione che hanno portato gli inquirenti a concludere che Rendine svolgeva effettivamente in maniera illegittima l’attività di consulenza in modo professionale e continuativo, anche occasionale, come perito assicurativo per conto di procure, tribunale e privati

Istruttoria che prima lo aveva portato ad essere segnalato alla procura della Corte dei Conti di Bologna che aveva aperto un fascicolo a suo carico. Attività investigativa che risale al dicembre del 2019 quando le conclusioni vennero inviate al Nucleo speciale anticorruzione-Funzione pubblica della Finanza di Roma. Attività di indagine di natura contabile di alto livello che non poteva non avere riverbero dal punto di vista amministrativo: da qui l’invio della segnalazione anche al Dipartimento funzione pubblica, al quale erano state proposte misure disciplinari proprio dagli inquirenti che avevano svolto l'indagine contabile.

UN LUNGO ITER

Quindi, dal dipartimento, fascicolo e contestazioni sono stati inviati all’Asl di Ferrara che nel novembre scorso dopo approfondite valutazioni ha fatto scattare la sospensione dal lavoro per sei mesi: stipendio zero. È stato diffidato dallo svolgere anche attività professionali. Ma non finisce qui: sul conto di Rendine la Corte dei Conti di Bologna ha attivato il recupero del danno erariale che corrisponde alla somma percepita per gli incarichi professionali svolti in modo illegittimo, dicono le carte degli inquirenti. La somma è stata conteggiata in modo preciso, scomodando anche i centesimi: 100.760,98 euro. Il procedimento è ancora in corso e nelle sue prime fasi: dopo la prima contestazione mossa dalla Corte dei Conti, Rendine ha presentato le sue controdeduzioni. In caso i giudici dovessero dargli torto, dovrà pagare quella cifra: doppia beffa (sospensione e danno erariale) per il doppio lavoro. —

Daniele Predieri

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