Provinciale Copparo-Ro, l’Unione costretta a risarcire i multati dell’autovelox

Il tribunale dà ragione ai ricorrenti: 3.400 euro le spese legali per singolo caso. La consigliera: «L’ente doveva fermarsi prima, così a pagare saranno i cittadini»

COPPARO. “Il tribunale di Ferrara condanna l’Unione dei Comuni Terre e Fiumi, in persona del rappresentante pro tempore, al pagamento dello spese processuali sostenute da Lorena Rizzardi, quantificate per il primo grado in 125 euro per spese e 903 euro per compensi, oltre spese generali al 15% Iva e Cpa come per legge e quantificate per il secondo grado in 174 euro per spese e 1.215 euro per compensi, oltre a spese generali al 15% Iva e Cpa come per legge”. Con queste parole a chiudere la sentenza, il giudice Mauro Martinelli ha messo la parola fine alla lunga bagarre processuale relativa ai ricorsi per la bellezza di 17 contravvenzioni elevate dall’autovelox sulla provinciale 5 Copparo-Ro all’ex candidata consigliera roese, per aver superato il limite di 70 km/h. E viene messa del tutto la parola fine, anche perché Rizzardi è stata l’ultima fra i ricorrenti (prima al giudice di pace, poi col legale) per le multe elevate dall’apparecchio acceso il 10 agosto 2018 e rimosso nell’ottobre 2019.

DANNO ECONOMICO


Velox rimosso proprio grazie alla battaglia avviata dalla stessa Rizzardi e dalla consigliera comunale d’opposizione Daniela Simoni, con il decisivo supporto di Carlo Spaziani, l’ufficiale in quiescenza della polizia locale di Roma protagonista di battaglie in tutto il Paese per la regolarità di questi apparecchi.

Fu proprio Spaziani a trovare nel posizionamento del velox l’elemento che ha fatto pendere la bilancia della ragione dalla parte dei multati. Infatti, come riportato anche dalla sentenza, “Fuori dei centri abitati non possono comunque essere utilizzati o installati a una distanza inferiore a un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità”. Peccato, che a 450 metri ci fosse l’incrocio con via Modena, strada laterale che ha un limite inferiore ai 70 km/h.

Difficile quantificare il numero di risarcimenti che dovrà pagare l’Unione Terre e Fiumi, ma solo per fare un esempio assieme a Rizzardi si sono rivolti al noto studio legale Zarbo di Rovigo un’altra decine di multati (fra cui alcuni operai della Berco), mentre altri si sono rivolti all’avvocato rodigino Claudia Giacobbe e, ancora, ci sono fra i ricorrenti residenti di Fiesso Umbertiano, il cui primo cittadino Luigia Modonesi si unì alla protesta di Rizzardi e Simoni.

GIOIA E RABBIA

Chiaro, dopo una lunga malattia c’è soddisfazione: «Sono felicissima - dice Rizzardi - e ringrazio quanti si sono impegnati in questa battaglia. L’Unione a me, come a tutte le altre persone a cui è stata data ragione dopo due gradi di giudizio, dovrà risarcire circa 3.400 euro. Non va bene, vengono spesi soldi dei cittadini, penso avrebbero dovuto fermarsi prima e scegliere la modalità in autotutela, così oltre a non incassare i soldi delle sanzioni, devono risarcire quanti hanno presentato e vinto il ricorso».

«Che dire - aggiunge Simoni, a sua volta multata -, sono stati due i canali di protesta, dei cittadini e istituzionale, non mi piace usare il termine politica. Oltre al posizionamento, credo sia stato decisivo il documento nel quale il prefetto diceva chiaramente all’Unione di non mettere lì il velox, ma è stato deciso di andare avanti. A seguito della scoperta di questo documento, mi spiace non sia stato colto l’invito dell’avvocato Giacobbe a fare un passo indietro e restituire i soldi delle multe. L’Unione ha lottato in ogni grado di giudizio, così ora deve rifondere anche le spese, con i soldi dei cittadini». —

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