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Scuole superiori in classe da lunedì

Si torna in presenza al 50% in tutta l’Emilia Romagna. Il Tar ha bocciato il prolungamento della didattica a distanza. Bonaccini: «Rispettiamo le sentenze. Il rinvio disposto per cautela, ma noi siamo pronti»

FERRARA. Per vederlo così arrabbiato bisogna tornare indietro di qualche anno: forse la finale di Coppa dei Campioni persa dalla Juve con l’Amburgo, citata spesso dal presidente come esempio di autolesionismo, oppure qualcuno dei tanti autogol del Pd. Fatto sta che nella videoconferenza convocata d’urgenza a ora di pranzo il governatore Stefano Bonaccini ha mostrato senza troppe riserve tutta la sua rabbia per la decisione del Tar, che ieri ha riservato un colpo di scena sul fronte scuola. A sorpresa, infatti, il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso presentato da 21 genitori contro l’ordinanza regionale che, alla luce della situazione epidemiologica in peggioramento, aveva spostato al 25 gennaio la ripresa delle lezioni in presenza alle scuole superiori.

Una sentenza che ieri mattina ha gelato la giunta Bonaccini, costringendo il presidente a convocare in fretta e furia tutti i presidenti di Provincia e i sindaci dell’Emilia Romagna per cercare di uscire da una situazione che, in assenza di nuove decisioni, avrebbe portato la scuola a ripartire... oggi stesso, e peraltro in presenza al 100%. Una videoconferenza di un’ora, durante la quale il governatore ha mostrato senza mezzi termini la sua perplessità davanti alla sentenza, ma soprattutto nei confronti di un governo che, tra un rinvio e l’altro, ha creato una situazione di grande confusione. Parole ribadite poco dopo nella videoconferenza con la quale il presidente, affiancato dagli assessori Paola Salomoni (Scuola) e Andrea Corsini (Trasporti) ha ufficializzato la sua decisione: quella di riaprire le scuole superiori lunedì prossimo, e dunque una settimana prima rispetto alle previsioni, con la presenza al 50%.


«Voglio essere chiaro - ha esordito Bonaccini - noi siamo pronti da tempo, lo eravamo già dal 7 gennaio, ma l’andamento epidemiologico ci ha spinti a rinviare la ripartenza in presenza per le superiori. Le sentenze si rispettano - ha aggiunto - siamo abituati così, pertanto lunedì siamo pronti a partire. Non ci sono problemi a farlo in così poco tempo, a dimostrazione che la nostra decisione era motivata dall’andamento epidemiologico e non da difficoltà organizzative, che non esistono nemmeno ora. Avevamo lavorato per tempo, assieme a Comuni e Province, Ufficio scolastico regionale, sindacati, aziende di trasporto pubblico locale e prefetture, per mettere a punto un piano regionale condiviso, basato sul potenziamento dei trasporti: rispetto al periodo pre-Covid, avremo oltre 550 bus aggiuntivi in circolazione. Il piano ce l’avevamo già - ha ribadito - quindi non abbiamo nulla da improvvisare».

Il presidente ha quindi sottolineato le contraddizioni di una situazione per cui «i Tribunali prendono una decisione, ma l’inasprimento voluto dal governo va nella direzione opposta. Il presidente ha poi alzato il tiro contro il governo: «Se abbiamo Regioni gialle che chiudono le scuole e zone arancioni che le aprono, cosa può capirci la gente? Ritengo incomprensibile come si possa affidare a singole ordinanze regionali e ad altrettante singole sentenze dei Tar la soluzione della questione scuola, così. Noi ci siamo assunti la nostra responsabilità - ha ribadito Bonaccini - adesso tocca al governo».

E proprio dall’esecutivo ieri è arrivata anche la conferma che l’Emilia Romagna resterà in zona arancione, scongiurando così il passaggio alla fascia rossa. —

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