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Dormiva sotto terra da decenni: sorpresa a Boccaleone, è una bomba d’aereo

L’ordigno inesploso è in un campo a un centinaio di metri dalle abitazioni. In passato era arato regolarmente: «Lo sfioravamo, è meglio non pensarci»

A Boccaleone trovata una bomba inesplosa

BOCCALEONE. «All’inizio sembrava un elmetto tedesco ma poi, scavando ancora, ci siamo accorti che non poteva avere una testa così grande. Allora si è capito che era una delle tante bombe dell’ultima guerra, ma quando abbiamo allargato il buco e ripulito questo ferro, altroché bombetta: questa è una grossa bomba d’aereo».

Inizia così il racconto di Guglielmo Fiorentini, dipendente di Secif, e Mauro Coatti, fattore della proprietà di Elio Argazzi, il terreno di via Pozze Androna, a Boccaleone. Un ritrovamento distante 100-150 metri dall’abitato e che fa paura pensando al potenziale distruttivo racchiuso al suo interno. La bomba è su un terreno che da 10 anni circa è coperto da un impianto di pioppelle per centrali elettriche; in precedenza era un appezzamento che veniva arato regolarmente con vomeri che andavano a una profondità di 50-55 cm. Ebbene, a 60-65 cm c’era la testa della bomba. «Ciò significa – riprende Coatti – che ogni volta che gli siamo passati sopra la sfioravamo: meglio non pensarci».

L’allarme e l’analisi

Ma come nasce questa scoperta, che portato all’intervento dei carabinieri di Argenta prima e quello dei militari dell’8° Reggimento guastatori paracadutisti della Folgore di Legnago di ieri mattina? «La scorsa estate – precisa Coatti – un amico appassionato di metal detector mi ha chiesto se poteva andare a girare per il pioppeto. La sera stessa mi ha chiamato dicendomi che c’era una grossa massa ferrosa, forse riconducibile a un pezzo di trattore o comunque di un mezzo agricolo».

«Siamo andati a scavare – riprende Fiorentini – e a circa 60-70 cm abbiamo trovato questo “elmetto” di diametro 45-50 cm e altrettanto era la parte scoperta. Ipotizziamo che sottoterra ce ne siano altri 40/50 cm. Secondo noi è una bomba lunga un metro». «Cosa abbiamo fatto? Beh – spiega Coatti – abbiamo subito avvisato i carabinieri di Argenta, che sono venuti, hanno transennato e avvisato chi di dovere».

Viste le prime foto spedite, venerdì c’è stato un primo sopralluogo compiuto dagli stessi parà della Folgore, ma siccome non era possibile intervenire per questioni meramente tecniche, hanno rimandato a ieri mattina, quando alle 8 è giunto sul posto un camion e rimorchio con uno scavatore sopra e due fuoristrada.

Il tempo di far arrivare sul posto i carabinieri e l’ambulanza necessaria per qualsiasi operazione di recupero ordigni, e poi i militari hanno iniziato il lavoro di analisi in merito a quale tipo di bomba si tratti. Un lavoro per professionisti durato parecchie ore, che si è concluso con la messa in sicurezza. —

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