Una toccante cerimonia in ricordo del militare ucciso nell’esplosione

COPPARO. Dopo tanti anni la commozione resta viva. Ieri a Copparo ha avuto luogo la solenne commemorazione della tragica scomparsa del brigadiere dei carabinieri Armando Sepe. Il sottufficiale, insignito della medaglia d’argento al valor civile, era caduto in servizio proprio a Copparo il 17 gennaio di 48 anni fa, mentre cercava di arrestare un copparese che aveva assassinato il figlio e tentato di uccidere la moglie. L’assassino poi, datosi alla fuga, aveva riempito la casa di gas, causando l’esplosione della villetta che provocò la morte del militare.

la cerimonia


Quest’anno, viste le limitazioni covid, la cerimonia ha avuto luogo in forma ridotta, con la deposizione di una corona al monumento ai caduti di Copparo, seguita dalla benedizione da parte di don Daniele Panzeri, parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo, alla presenza del comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Gabriele Stifanelli, del sindaco Fabrizio Pagnoni, nonché da una rappresentanza dei carabinieri in servizio e da alcuni componenti l’Associazione nazionale carabinieri in congedo.

la storia

Il brigadiere Armando Sepe è morto la mattina del 17 gennaio 1973 a Copparo. Comandante della locale squadra, 37enne, originario di Carinaro, sposato e padre di un bimbo di 7 anni, quella mattina era impegnato nella ricerca di un pregiudicato del luogo che aveva ucciso il figlio e accoltellato gravemente la moglie. Sepe si è diretto a casa dell’assassino, il quale aveva però lasciato appositamente aperto il gas e chiuso tutte le finestre. Così quando il carabinieri ha suonato il campanello, la casa è esplosa e lui è morto sul colpo. —

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