Contenuto riservato agli abbonati

Ferrara, torna l’ira degli imprenditori: «Protestiamo per lavorare»

La manifestazione domenica mattina in corso Martiri della Libertà

Coronavirus, imprenditori in strada a Ferrara: "Protestiamo per lavorare"

FERRARA. Si sono dati appuntamento ieri mattina alle 11, di fianco al Teatro Comunale, a pochi metri dallo storico incrocio dei “4S” (Martiri della Libertà, Cavour, Borgoleoni e Giovecca). Poco più di 100 cittadini che, a vario titolo, hanno inscenato l’ennesima protesta contro divieti e restrizioni che ormai non si contano più e che molti definiscono «generatori di confusione». Mattinata gelida con leggera spruzzatina di nevischio. Ma temi assolutamente roventi: ristori insufficienti, ristoratori (non ristorati) furiosi, attività commerciali vicine al fallimento. Argomenti noti, certo. Ma tanto noti da essere ancora di stringente attualità quotidiana. «Bisogna protestare per poter lavorare», era il ritornello, che francamente ha davvero del surreale, che si sentiva diffondere. Tutto organizzato dal comitato “Viva Ferrara” per mostrare solidarietà concreta agli operatori di commercio, turismo, ristorazione, palestre (e filiere collegate). Molti i volti noti: Raffaele Ferretti, Marco Tani, Marco Marussi, Alberto Ferretti, Romano Becchetti (in rappresentanza proprio del settore sport e palestre), Monica Negrini, Vittorio Bernardoni. Qualcuno, come Cesare Travasoni, è arrivato come “osservatore”.

Dopo lo sfoggio dei cartelli e dei manifesti, Alessandro Gulinati, una guida turistica, ha ricordato «che l’Italia sta viaggiando verso i 4 milioni di nuovi poveri e che quella attuale non è solo una emergenza sanitaria ma anche, e forse soprattutto, sociale. Ci sono situazioni paradossali: la Cina, da dove tutto è partito, sembra oramai fuori dal tunnel Covid; nessun telegiornale – denuncia ancora Gulinati – ci racconta cosa sta accadendo in Africa, e l’Africa l’abbiamo qui, quasi a due passi». Tra i presenti ci sono anche rappresentanti di altri comitati (come quelli del quartiere Gad), qui per solidarizzare con alcuni colleghi o per moto personale. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA