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Ferrara, Top Secret: «Non è vero quanto accertato. Ora i ricorsi contro la Finanza»

Il titolare, Matteo Mazzoni: «Abbiamo 1.100 dipendenti e in cassa solo 8 in regione. Le accuse? Opinabili e gravi. Ci difenderemo in tutte le sedi»

FERRARA. «Non è stato ancora possibile difenderci, chiarire la nostra posizione perché formalmente non è stata fatta nessuna contestazione», spiega Alberto Bova, il legale della Top Secret, in punta di diritto. Più netta la posizione di Matteo Mazzoni, il titolare dell’agenzia di investigazioni e sicurezza, un migliaio di dipendenti in tutta Italia: «La contestazione? Nulla di vero – risponde subito – e ci siamo già opposti alla revoca, che riteniamo iniqua poiché la contestazione riguarda solo due dipendenti e non otto».

Mazzoni, ma replica alla contestazione? «I dipendenti non hanno mai lavorato: uno ha mandato mail da casa ai propri colleghi e purtroppo non posso materializzarmi a casa dei dipendenti e dir loro di giocare a Tetris. Per l’altro c’è uno scambio di mail con un cliente su Padova ma non ha mai lavorato. Perché queste contestazioni? Me lo chiedo anche io e cado dalle nuvole».


Allora è tutto un abbaglio? «Totalmente, nessuno era al lavoro, vi sono scambi di mail, non posso vietare ai miei dipendenti di mandarle e come hanno riferito alla Finanza era un loro iniziativa». Questo al telefono nel pomeriggio, poi in serata con una nota, Mazzoni ribadiva che Top Secret è realtà nazionale con oltre 1.100 dipendenti in tutta Italia e solo per 20 è stata chiesta Cig e tra questi 20, solo per 2 viene fatta la contestazione, per un importo erogato molto esiguo.

Poi le precisazioni: «In realtà – spiega – non esiste nessuna indebita assunzione di cassa integrazione guadagni in deroga per il periodo preso in esame dalla Finanza». «La Top Secret ha legittimamente fruito degli ammortizzatori sociali per 8 lavoratori in Emilia Romagna, e non corrisponde al vero quanto accertato dalla Finanza». Quindi il giudizio: «L’accertamento giunge a conclusioni opinabili e non condivisibili e di estrema gravità: entrambi i due lavoratori non hanno di fatto mai reso attività lavorativa nel periodo di Cig». Dopo l’accertamento della Finanza – spiega Mazzoni – «questo ha portato l’adozione di un provvedimento illegittimo anche dal punto di vista amministrativo (la revoca della cig, ndr)». Perché secondo la Top Secret «la revoca non doveva comportare tutti quanti i soggetti fruitori della Cig (8, ndr) ma al più soltanto i due soggetti interessati». E dunque la revoca «verrà impugnata nelle competenti sedi amministrative». E ancora, la difesa di Top Secret su due lavoratori: «un lavoratore è sempre stato a casa e non ha mai svolto alcuna attività lavorativa, ma la finanza contesta all’azienda che da casa, ha inviato mail a colleghi, inviate in totale autonomia e senza direttiva o ordine dalla direzione aziendale. L’altro, mai interpellato dalla Finanza, non si è mai mosso di casa e non ha svolto attività, nemmeno inviando mail». Top Secret chiude dando la propria disponibilità: «sull’accertamento risponderemo nelle sedi più opportune». –

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