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Omicidio ad Ambrogio, Mazzoni condannata a 12 anni: ricorso respinto in Cassazione

Lara Mazzoni all'uscita dall'udienza

La difesa ha sostenuto la preterintenzione, ma per i giudici è inammissibile. L'avvocato della vittima Mirko Barioni: «È stato un gesto volontario, lo abbiamo sempre detto»

AMBROGIO. Lara Mazzoni il 4 giugno del 2017 uccise il compagno Mirko Barioni, 39 anni, con l'intenzione di colpirlo a morte e non fu dunque omicidio preterintenzionale ma volontario. Ieri la Corte d'Assise d'Appello ha respinto il ricorso della difesa "perché inammissibile" e Mazzoni è stato condannata in via definitiva a 12 anni.

I vari gradi di giudizio

La donna, che ha 47 anni, era stata condannata in primo grado a 16 anni, diventati poi 12 in Appello. 

Difesa dall'avvocato Fabio Anselmo, ha deciso di andare avanti, volendo dimostrare che quella notte ha cercato di difendersi durante un litigio furibondo e ha sì preso un coltello, ma senza in realtà l'intenzione di uccidere Barioni, padre di una delle sue due figlie. The legale ha chiesto che venisse riconosciuto l'omicidio preterintenzionale, ma i giudici di Roma hanno respinto il ricorso. "Ho sostenuto fin dall'inizio che si tratta di omicidio volontario e non preterintenzionale, come sostenut la difesa - dice l'avvocato della famiglia Barioni, Eugenio Gallerani -. Dopo due sentenze che l'avevano acclarato, dando ragione della bontà di quanto sostenuto, ora la Cassazione ha messo la parola definitiva sulla ricostruzione del fatto, tra l'altro escludendo anche l'attenuante invocata della provocazione. Per il resto rimane solo la tristezza per la morte di un uomo ancora giovane, quando si è sarebbero potute trovare soluzioni molte diverse ai problemi che c'erano. Una tragedia vera e propria».

La difesa

«Non è così che deve finire - la reazione dell'avvocato Anselmo -. Siamo ancora convinti che quella notte Lara Mazzoni non ha intenzione di uccidere il compagno. Non si è mai tirata indietro e ha anche iniziato un percorso di lavoro importante in una casa protetta (a Migliaro; ndr). Ha due figlie, deve pagare per quello che ha fatto ma speriamo di trovare strade alternative al carcere, perché è importante che il progetto appositamente pensato per lei vada avanti».
L'omicidio avvenne la notte del 3 giugno del 2017, al ritorno di una giornata che la coppia aveva trascorso al mare con la figlia più grande di Lara e il suo
fidanzato. Il 9 novembre 2018 la donna è stata condannata in primo grado in abbreviato a 18 anni per omicidio volontario, ridotti a 12 in Appello con il riconoscimento del dolo eventuale: Lara Mazzoni, pur consapevole dei rischi, avrebbe impugnato l'arma senza l'intenzione di uccidere. —

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