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Truffa, revoca della cig e danni contabili: finanza e procura accusano la Top Secret di Ferrara

L’azienda chiede cassa integrazione ma due dipendenti continuavano a lavorare: azzerati i sussidi. Il titolare: è un abbaglio

FERRARA. Una inchiesta per truffa aggravata allo Stato (indagati il titolare e due dipendenti), la revoca della Cassa integrazione in deroga di 3.630 ore per 8 lavoratori, anche se soltanto per due vi sono contestazioni e infine un altro fascicolo giudiziario aperto alla procura della Corte dei conti per danno erariale, per recuperare 30. 500 euro, l’ammontare dei sussidi della Cig, ora revocati. L’azienda coinvolta in questi sviluppi giudiziari, innescati dai controlli della Guardia di finanza, è la Top Secreto investigazione e sicurezza, una azienda leader nel proprio campo, oltre 1. 000 dipendenti in tutta Italia, presente oltre che a Ferrara, dove c’è la casa madre, anche a Milano, Roma, Bologna, Firenze, Verona e Venezia. Le contestazioni mosse alla Top Secret riguardano il fatto che due dei propri dipendenti, per i quali l’azienda aveva chiesto la Cig per un pacchetto di 8 lavoratori globali, lavoravano nonostante non potessero farlo.

DOPO I CONTROLLI


I controlli sono stati eseguiti dalla Guardia di finanza cittadina, dicevamo, che ha poi inoltrato le conclusioni della propria verifica alla Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia-Romagna (ente pubblico che riceve e autorizzata le richieste): l’ente ha fatto le proprie valutazioni e con una delibera (numero 1761 del 18 dicembre scorso) ha deciso di revocare «l’autorizzazione del trattamento di cassa integrazione...venendo a mancare i presupposti per l’accesso alla prestazione in quanto il trattamento previdenziale è incompatibile con lo svolgimento di attività lavorativa nelle giornate in cui i lavoratori beneficiano del trattamento stesso».

Decisione che è stata notificata alla Top Secret, all’Inps e ora la stessa segnalazione della Finanza è stata inoltrata alla procura contabile: l’attività del Nucleo di polizia economico finanziaria si è concretizzata con la trasmissione dei dati alla procura contabile per il recupero – materiale – dei soldi che si ritengono «indebitamente percepiti», dicevamo, per un ammontare complessivo di 30. 500 euro, il danno erariale causato dall’azienda alle casse dello Stato.

ANCHE DANNO ALL'INPS

L’indagine di truffa aggravata così come gli altri filoni di contestazioni sono ai primi passi: per quanto riguarda l’indagine penale, procura e finanza ora contestano al titolare dell’azienda, Matteo Mazzoni, e ai due lavoratori coinvolti, l’aver sfruttato la cig in deroga facendo lavorare – e lavorando – pur in sospensione, lasciando oneri fiscali, contributivi e retributivi a carico dell’Inps. I controlli delle Fiamme gialle hanno portato alla luce il fatto che Top Secret, in coincidenza con il periodo del lockdown, aveva richiesto 3. 630 ore di cassa integrazione in deroga all’Agenzia regionale per il lavoro per 8 dipendenti, in parte con una riduzione dell’orario lavorativo settimanale, per l’altra con la sospensione totale dalle attività lavorative.

Dall’esame della documentazione i finanzieri hanno scoperto che i due 2 dipendenti tra gli 8 interessati alla cig per i quali era stata chiesta l’astensione totale dal lavoro, avevano di fatto continuato a svolgere le loro funzioni, in accordo con i vertici aziendali, con l’ok del titolare. Si tratta di fatti molti gravi, soprattutto dal punto di vista penale visto che la Procura di Ferrara (pm Ciro Alberto Savino) indaga per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, reato che prevede reclusione sino a sette anni e in ogni caso dovranno restituire le indennità illecitamente percepite. «È tutto un abbaglio, non c’è nulla di vero, facciamo opposizione e ci difenderemo», la replica della Top Secret e dei suoi legali, interpellati dalla Nuova, ribadendo la propria posizione in serata con una nota stampa. –

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