Copparo. Uomo avvelenato: condannati a 14 e 12 anni

Vito Balboni, morto a 63 anni

Il 63enne fu trovato cadavere nella propria auto. Nessuno sconto di pena per la coppia ritenuta responsabile

COPPARO. Aveva deciso di intraprendere un’amicizia particolare con quella donna, più giovane di lui, che poi assieme al futuro marito gli ha fatto ingerire dosi massicce di farmaci allo scopo di addormentarlo per rubargli soldi e bancomat, sbagliando però le dosi, perché quel mix per Vito Balboni, allora 63enne, si è rivelato fatale. E per quell’omicidio Rita Di Maio e Claudio Furlan sono stati condannati ieri (20 gennaio) a Bologna rispettivamente a 14 e 12 anni di reclusione.

«Un tragico errore»


La donna, 51enne di origini napoletane, e il marito 54enne (allora compagno, si sono sposati in carcere il 28 dicembre 2019) hanno sempre detto che quello è stato un tragico errore. E proprio sull’assenza di volontarietà si baserà l’appello dell’avvocato Giancarlo Tunno, legale dei due. La richiesta per Di Maio era 21 anni, ridotti a 14 per il rito abbreviato. Stessa cosa per Furlan, 18 anni di richiesta diventati a 12 per l’abbreviato. E ieri la sentenza ha confermato la richiesta. «Una pena sproporzionata rispetto alla volontarietà della condotta dei miei clienti - commenta brevemente l’avvocato -. Per questo ricorreremo in appello».

La vicenda è avvenuta nell’autunno del 2019: il 6 novembre il corpo senza vita di Balboni (originario di Copparo) viene ritrovato all’interno della sua Renault Clio, in un’area isolata di Cadriano, in un parcheggio nei pressi di un ristorante.

Le ricerche

La denuncia della scomparsa da parte della moglie di Balboni era stata fatta il 31 ottobre. I carabinieri della compagnia di San Lazzaro e della stazione di Granarolo hanno così iniziato le ricerche. Siccome l’uomo era privo del bancomat, primo passo è stato visionare i video dei prelievi effettuati, sempre da una coppia a bordo di una moto, sempre col volto coperto da un casco e dei guanti alle mani. Tranne una volta, quando è stato possibile riconoscere il volto della donna, che aveva già a carico un precedente molto simile. Come detto, l’intento dei due era quello di stordire l’uomo per portargli via il bancomat, ma nel corpo di Balboni oltre a due diversi tipi di farmaci fu trovato anche alcol e probabilmente è stato proprio quel mix a provocarne la morte.

I due, come detto, si sono sposati praticamente due mesi dopo la morte di Balboni. E in carcere erano finiti per omicidio, ma erano entrambi truffatori già noti. —

Davide Bonesi

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