Italba, l’emergenza coronavirus non ferma pranzi e cene tra amici

Una minoranza di persone che vive alle porte del paese non rispetta le regole. Il sindaco: controlli costanti

ITALBA. Italba è una frazione del comune di Mesola, dove vivono non più di duecento persone. E come spesso accade nelle piccole realtà, i problemi sono molto sentiti e amplificati perché tutti arrivano in qualche modo a doverci convivere. Sono state tante nell’ultimo periodo le segnalazioni all’amministrazione comunale sul comportamento non troppo corretto, considerata l’emergenza in corso, di un gruppo di persone non del posto arrivate da Paesi dell’est Europa, che hanno scelto di fermarsi e di prendere in affitto un gruppo case fuori dal centro abitato. Una sorta di villaggio nel villaggio con due culture molto differenti che già negli anni passati sono arrivate più volte a scontrarsi. E con l’emergenza in corso, naturalmente, le cose non sono certo migliorate, anzi.

IL RISPETTO


A quanto pare queste persone non hanno alcuna intenzione di rispettare le regole imposte dalla pandemia e non solo non usano le mascherine quando si spostano, ma soprattutto nei giorni di festa si trovano in gruppi numerosi a casa di uno o dell’altro. Ma mentre gli adulti, a dire il vero, hanno una vita sociale che si consuma all’interno della comunità, i ragazzini vanno invece a scuola o comunque frequentano il paese. «La situazione è già stata affrontata più volte – dice il sindaco di Mesola Gianni Michele Padovani –. I controlli vengono fatti costantemente dalla polizia municipale, chiamata a intervenire perché in effetti si creano assembramenti e pranzi o cene che non sarebbero permessi». Intanto «abbiamo chiesto a chi affitta loro le case di mettere a posto delle situazioni legate a impianti e almeno la messa norma adesso c’è, poi in effetti la situazione è davvero molto complessa».

LA SCUOLA

I bambini vanno tutti a scuola e frequentano per la maggior parte a Pontelangorino, nel comune di Codigoro. «Capisco e condivido le perplessità di alcuni genitori, ma mi sento che di dire che al momento la scuola è uno tra i luoghi più controllati perché comunque nessuno può stare senza mascherina e gli insegnanti sono anche molto attenti a far usare il gel per le mani come anche al distanziamento». Il sindaco Padovani certo non giustifica il non rispetto delle regole: «Su questo sono molto rigido e non transigo. La legge vale e deve valere per tutti, al di là delle abitudini, delle etnie e di ogni altra cosa. In un momento come questo tutti dobbiamo essere responsabili».

Ecco quindi che i controlli verranno intensificati, anche per quel che riguarda situazioni che esulano dall’emergenza, visto che sempre le forze dell’ordine sono state chiamate per fuochi accesi non solo per cucinare ma anche per bruciare rifiuti vari. «I cittadini di Italba in questo senso non sono lasciati soli – precisa Padovani –. È però oggettivamente difficile, per tutta una serie di motivi molto complessi. Le persone che formani assembramenti sono multate, di più non si può fare. Vigileremo maggiormente sul numero di persone che arrivano, visto che in questo momento è vietato lo spostamento da Comune a Comune come anche da Regione a Regione». —

Annarita Bova

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