Ferrara, vaccini anti Covid: l’Asl sollecita gli operatori ancora riluttanti

Ha aderito il 64% dei dipendenti, l’azienda invia una nota: «E in qualche Cra quote alte di resistenza a immunizzarsi»

FERRARA. La somministrazione della seconda dose agli operatori sanitari è già cominciata, con i primi 48 richiami effettuati questa settimana, e la percentuale degli addetti Asl che ha aderito alla campagna vaccinale si assesta al 64%, con un picco dell’81% tra i dirigenti, e un 65% tra gli addetti delle professioni sanitarie.

LA SOLLECITAZIONE


«Al netto di chi non l’ha fatto per motivi diversi (controindicazioni, gravidanze, quarantene ndr) abbiamo voluto inviare una nota di sollecitazione, anche se l’obbligo non esiste nemmeno per chi svolge una professione sanitaria», è l’appunto della dirigente Asl Monica Calamai, che sottolinea inoltre che «in qualche struttura protetta abbiamo riscontrato un’alta percentuale di operatori che non hanno voluto vaccinarsi».

Dati alla mano, al momento su 6.000 persone tra addetti e ospiti delle strutture sociosanitarie territoriali, 2.858 hanno ricevuto la prima somministrazione. Di questi, il 37% sono operatori, e il 63% ospiti. Nella gran parte dei casi, interviene Franco Romagnoni, responsabile delle strutture sociosanitarie Asl, «nelle Cra la quota di adesione alla vaccinazione è stata altissima. Dove è più bassa è comunque superiore al 60%, e riguarda una delle prime strutture a essere calendarizzate. Il timore di reazioni avverse ha reso prudenti alcuni operatori con problemi di allergie, che però saranno recuperati con appuntamenti già fissati nei centri fissi di vaccinazione».

Più alta la copertura media registrata fino a oggi tra il personale dell’azienda ospedaliera, pari al 76,3% «ma tra i medici, se escludiamo assenze, gravidanze e gli attualmente positivi, arriviamo già al 90 per cento», precisa il commissario straordinario Paola Bardasi.

Pochissime le reazioni avverse: 30 (2,7 per mille) tra il personale Asl e 6 tra quello del Sant’Anna, e tutte con manifestazioni molto lievi.

Tutti coloro che hanno ricevuto a oggi la prima dose - è la rassicurazione - avranno il richiamo garantito, ma sarà necessario - visto il rallentamento delle forniture da parte di Pfizer - una sospensione temporanea delle prime vaccinazioni, ma non per tutte le categorie. Nelle fasi successive della campagna vaccinale, ha proseguito Calamai, «ipotizziamo scenari più articolati, con team mobili che raggiungeranno gli ospedali di comunità, le lungodegenze, l’unità operativa di geriatria e tutti coloro che già usufruiscono di assistenza domiciliare».

Per 32mila ultraottantenni (esclusi naturalmente gli anziani nelle Cra) che potranno immunizzarsi nella seconda fase, si punta a completare il primo “giro” di somministrazioni in quindici giorni, al ritmo di una ogni 12 minuti, «per essere più veloci del virus e delle sue mutazioni», ha detto Calamai. Molti potranno prendere appuntamento via telefono, ma ci sarà particolare attenzione nei confronti dei più fragili, che saranno contattati.

Ancora più rapidi i tempi - 6 minuti - per le iniezioni al gruppo di 120mila persone incluse nella terza fase (60-79enni, malati cronici gravi e lavoratori a rischio) che potranno prenotarsi direttamente al Cup, nelle farmacie o tramite call center. In allestimento i punti fissi di vaccinazione (la fiera a Ferrara per il distretto Centro Nord, la Pandurera e la Casa della Salute di Bondeno per l’Ovest, la palestra di Codigoro e il palazzetto di Argenta per il Sud-Est), che saranno comunque “flessibili” per consentire ai pazienti fragili di scegliere quello raggiungibile con maggiore facilità.

I PARAMETRI

L’attenzione resta alta nei confronti di tutti i parametri-spia della diffusione del virus: a fronte di una stabilizzazione dei contagi (dopo le punte di 168 positivi ora la curva si è assestata attorno al centinaio), si conferma l’aumento della quota dei sintomatici (23%, contro il 17% registrato in media durante il periodo natalizio). Ma si guarda anche alla Regione, quarta in Italia per tasso di letalità (4,3%), un tasso di occupazione delle terapie intensive (31,4%) oltre la soglia critica del 30% e un Rt pari a 1,2.

Una pressione, quella sulle strutture sanitarie, sofferta anche nel Ferrarese, con un tasso di ospedalizzazione Covid che ha gennaio ha conosciuto un rialzo. Ma ci sono ancora margini di potenziamento di posti letto Covid senza dover “scivolare” nei numeri dello scenario “rosso” che porterebbe a una contrazione della chirurgia programmata: da qui l’aggiunta, da martedì, di altri 5 posti di terapia sub intensiva. Sarà potenziato anche lo screening sui pazienti ricoverati nei reparti Covid free e dal 27 gennaio saranno effettuati i test rapidi su alcune categorie di pazienti ambulatoriali. —

Alessandra Mura

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