Ex Occhiobello outlet village, idea residence di qualità per anziani

Dopo il fallimento tornano gli interessamenti per trasformare la struttura. Si potrebbe ricavare un’ottantina di appartamenti e servizi di comunità. Passivo di 51 milioni, chiuso il primo round: s’insinua anche il Comune polesano

OCCHIOBELLO (RO): Sono due le cordate che finora hanno mostrato interesse per la riconversione dell’Occhiobello Outlet village, dopo il fallimento dichiarato dal tribunale di Rovigo nell’ottobre scorso. Entrambe sono concentrate sulla prospettiva univoca di modificare radicalmente la funzione dell’area, da commerciale a servizi per la terza età. Più in specifico, l’idea in entrambi i casi sarebbe quella di trasformare i negozi del porticato in mini appartamenti a cinque stelle per anziani, singoli o coppie, con una serie di spazi e servizi in comune nella vasta area circostante. Siamo comunque in una fase preliminare, mentre i commissari fallimentari hanno raccolto le insinuazioni tempestive al passivo che parte a un monte debitorio di oltre 51 milioni di euro, tra le quali quella del Comune di Occhiobello.

Fase preliminare


Al momento si parla di sondaggi informali, ai commissari Nicola Rizzo e Marcello Ranzani non sono giunte proposte in tal senso. «Sono a conoscenza di questi interessamenti, del resto se n’era parlato anche prima del fallimento e la sostanza delle proposte mi sembra la stessa» si limita a confermare Sondra Coizzi, sindaco di Occhiobello. L’idea di massima sarebbe di ricavare 80 appartamenti indipendenti accessoriati di cucina e bagno, in grado di ospitare 120-130 persone, intervenendo evidentemente sugli spazi interni dei negozi, stile motel americano. Nella parte esterna sarebbero individuati i servizi di comunità, dalla zona relax alle palestre fino agli ambulatori, mentre il parco pubblico che conduce all’argine del Po e la stessa piscina comunale potrebbero diventare altri punti di forza dell’offerta residenziale di qualità per la terza età.

Ci sono tra l’altro terreni attorno all’area già edificata in grado di assecondare eventuali progetti espansivi, di proprietà di Costruzioni generali Italia, società collegata all’outlet.

Insinuazioni

Il giudice rodigino Elisa Romagnoli ha fissato per il 3 febbraio l’adunanza per l’esame dello stato passivo, il 4 marzo ci sarà la verifica delle insinuazioni tempestive, con un anno di tempo per raccogliere le richieste degli altri creditori (insinuazioni tardive). Il Comune di Occhiobello ha presentato istanza «per diverse centinaia di migliaia di euro», dice il sindaco, per una serie di crediti derivati dai complessi rapporti intrecciati negli anni con la proprietà e la gestione dell’outlet.

Una volta ricostruito il quadro del passivo i commissari dovranno elaborare un piano di rientro, al quale sicuramente potrebbe contribuire positivamente un piano di rilancio della struttura: formalizzato e con cifre precise, però.

Del resto l’attivo patrimoniale, composto in massima parte dagli immobili dell’outlet, ammonta a oltre 50 milioni, ma per sua natura viene considerato di «non pronta realizzabilità», e la richiessta di concordato era stata bocciata. Se non altro il centro era già sostanzialmente inattivo al momento del fallimento, ad eccezione di un paio di piccole attività commerciali, e non sono coinvolti dipendenti nella procedura. —

S.C.

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