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Ferrara, il conto dei tanti stop: cassa integrazione e riduzione dei negozi per Gianfranco Orsatti

Per il gruppo L’arte del gusto produzione concentrata in via Palestro: «Con i bar fermi la richiesta è ridotta al minimo. Ma non chiuderemo» 

FERRARA. Il mondo della ristorazione, si sa, causa pandemia attraversa un momento durissimo. A farne le spese ristoranti e bar, ma anche quelle attività che producono cibo per questi locali. E per un gruppo che possiede entrambe le tipologie commerciali è evidente che il danno raddoppia. Parliamo di Gianfranco Orsatti L’arte del gusto, storico gruppo ferrarese che dopo aver cessato lo scorso dicembre la gestione dei noti bar Centro storico e Nazionale in corso Martiri della Libertà, ora sta approntando un’altra serie di modifiche nella strutturazione delle attività di produzione e vendita rimaste, che comporteranno un allargamento della cassa integrazione. Ma - cosa più importante - attualmente non sono in previsione licenziamenti, come confermato venerdì dall’amministratore unico Silvia Guerrini a tutti i dipendenti.

LE NOVITA'


Attualmente, il gruppo Gianfranco Orsatti L’arte del gusto (del quale lo stesso Orsatti detiene ancora una piccola quota, oltre al nipote Simone) ha un laboratorio e rivendita pane in via Garibaldi e in via Palestro, oltre al laboratorio San Giorgio per l’altra produzione (biscotti, paste e pasticcini, pizza e torte). Le novità sono che in via Garibaldi cesserà la produzione e rimarrà solo la vendita (smentita la voce dell’apertura di un’altra rivendita sempre in via Garibaldi, nel primo tratto vicino alla piazza), così tutti i macchinari per produrre pane saranno concentrati in via Palestro (negozio peraltro all’asta, al pari dell’appartamento soprastante, ma sono proprietà di Gianfranco Orsatti, non del gruppo). Inoltre, prevista la riduzione dell’attività del laboratorio San Giorgio, con la decisione di introdurre anche qui la cassa integrazione, come per i dipendenti rimasti senza lavoro dalla fine della gestione dei due bar-pasticceria di corso Martiri della Libertà. «La situazione non è allarmante - commenta la stessa Guerrini -, ma è chiaro che dallo scorso marzo il calo del lavoro è stato notevole, tanto da essere costretti a chiudere le due unità in centro. Per queste abbiamo attività la cassa integrazione a rotazione, nel senso che ciclicamente facciamo lavorare i dipendenti, perché non restino del tutto fermi e dunque far pesare meno questa situazione. E anche la produzione del pane sarà concentrata in via Palestro, un modo anche per gestire meglio turni e ferie. Lo stesso ci toccherà fare per il laboratorio a partire da febbraio, d’altronde finché siamo in zona arancione i bar lavorano meno o addirittura non aprono, così la richiesta dei nostri prodotti cala. Speriamo si torni presto in zona gialla, ma non vi sono rischi di chiusura».

I SINDACATI

I dipendenti dei due forni (una ventina) già da tempo sono in contatto con i sindacati. Un primo importante incontro si tenne in giugno, quando furono evidenziati alcuni ritardi nei pagamenti, comunque non eccessivi, anche in considerazione delle difficoltà legate alla pandemia. Ora la nuova comunicazione di venerdì, che certo non tranquillizza gli animi, però va detto che i forni lavorano a pieno regime e sempre con altissima qualità di prodotto. Forse basterebbe davvero solo la fine di questa emergenza sanitaria. —

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