Scuola e trasporti a Ferrara, doppia verifica: «Il servizio tiene: zero segnalazioni»

Il bilancio a una settimana dalla ripresa in presenza: «Persone in piedi sul bus non significa affollamento»

FERRARA. Al giro di boa della prima settimana di scuola in presenza i fari restano accesi sul trasporto scolastico, additato come tallone d’Achille della ripresa autunnale e ora rafforzato con iniezioni massicce di mezzi aggiuntivi, nuove fermate e addetti ai controlli.

Dall’associazione Piazza Verdi è arrivata una nota preoccupata, che riferisce di «segnalazioni verbali e fotografiche» da parte di studenti, genitori e docenti circa mezzi troppo pieni, assembramenti e ragazzi in piedi sugli autobus. Un quadro che non trova corrispondenza con quanto emerso dalle verifiche di giovedì scorso con l’assessore regionale ai trasporti Andrea Corsini e con la consulta provinciale degli studenti dove, sottolineano Ami e Tper, non sono state manifestate particolari criticità né dai ragazzi né dagli autisti «che sono tenuti a segnalarci ogni tipo di problematica per poter intervenire di conseguenza», spiega il responsabile locale controllo esercizio di Tper, Mauro Robustini.


CORSE, FERMATE, MEZZI

Il settore del trasporto scolastico e gli istituti superiori sono in questi giorni in stretto contatto per monitorare la situazione all’uscita e valutare eventuali aggiustamenti. Venerdì in stazione è stato anzi segnalato qualche mezzo sottoutilizzato, così come la verifica svolta a Porotto dalle 6 alle 8.15 ha evidenziato come non strettamente necessarie alcune corse supplementari. Un’altra linea monitorata in questi giorni è stata la 11, che parte alle 7 del mattino da Santa Maria Maddalena e attraversa tutta la città fino alla zona sud; e anche qui, riferiscono dall’azienda, nessuno ha alzato la mano per far presente qualche criticità. «È importante - sottolinea Robustini - che le segnalazioni siano chiare e precise e diano conto dell’orario e della linea coinvolta. Altrimenti restano vaghe e non consentono nemmeno di fare i controlli. Sono gli autisti, per primi, a indicarci se qualcosa non va, ma durante questa settimana osservazioni particolari non sono arrivate». Dal monitoraggio invece, spiega ancora Robustini, «risulta che come capienza siamo al di sotto del 50 per cento».

Un dato che non fa a pugni con il fatto che siano stati “avvistati” studenti in piedi sugli autobus, un’immagine che «può avere un impatto negativo ma non rappresenta affatto un sovraffollamento. Ad esempio i mezzi più grandi, quelli lunghi 18 metri e snodati, hanno una capienza di 140 passeggeri, tra persone sedute e in piedi. Con la riduzione al 50 per cento possono portare dunque 70 passeggeri, con 35 posti a sedere. Dunque i posti in piedi sono già contemplati nella rimodulazione della capienza e nel distanziamento, e in ogni caso non abbiamo mai riscontrato la presenza di 70 utenti, ma circa 45, al massimo 55. Oppure prendiamo la linea 6 urbana, che in tempi normali può portare 100 viaggiatori, ora ridotti a 50 ma con 20 posti seduti e il resto in piedi».

Altro nodo, l’uso delle mascherine e, in generale, il rispetto delle norme anticontagio. Il ruolo di vigilanza non spetta e non può spettare agli autisti («il loro compito è quello di guidare»), ma in assenza di altro personale a bordo tutto è lasciato alla volontà dei singoli: «I ragazzi si stanno dimostrando in larghissima parte responsabili. In caso di infrazioni i conducenti non sono tenuti a intervenire, ma sono i primi a informarci se notano situazioni di irregolarità». Quanto agli steward «non possono rimanere a bordo degli autobus, ma devono gestire la salita alle fermate e scongiurare gli assembramenti, che comunque in questa prima settimana non sono stati segnalati nemmeno nei punti più a rischio».

CODIGORO E VIGARANO

Nessuna spia di allarme anche a Codigoro, assicura la sindaca Alice Zanardi: «La settimana si è conclusa senza disagi o lamentele. Abbiamo l’associazione dei carabinieri in congedo che provvede a monitorare le fermate, e la polizia locale ha compiuto un sopralluogo insieme agli addetti di Tper alle fermate, per mettere a punto qualche modifica al posizionamento dei pullman. Il servizio era già stato predisposto, una volta messo in moto abbiamo visto che c’era bisogno di qualche aggiustamento, ma niente di più. Non abbiamo comunque avuto problemi di assembramento, come invece era successo a ottobre». Per orientare meglio i ragazzi inoltre, continua Zanardi, «insieme all’associazione dei carabinieri stiamo pensando di realizzare una mappa delle fermate». Un’altra linea indicata come a rischio era quella tra Cento e Vigarano: «può essere che in qualche tratto ci sia stata qualche criticità, ma in generale non ci risultano lamentele - fa sapere Davide Bergamini, capogruppo della Lega a Vigarano - Forse però bisognerebbe prendere in considerazione un aumento dei mezzi di trasporto». —

Alessandra Mura

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