Ferrara, stangata Tari rinviata di tre mesi: «Paghiamo per rifiuti non prodotti»

Alle categorie economiche lo slittamento non basta, pressing su Hera e Comune. L’assessore Balboni: sì a nuovi aiuti 

FERRARA. Con le aziende ancora alle prese con bollette Tari salate nonostante il calo dei rifiuti prodotti a causa della pandemia, riparte il pressing delle associazioni di categoria su Hera che aveva toccato un punto molto alto già a fine anno, con l’arrivo di importi anche di migliaia di euro per la rata della tariffa. «Al momento è possibile posticipare il pagamento della bolletta a marzo e concordare una rateizzazione, ma è ancora tutto da definire con Hera un ragionamento sull’applicazione di una più cospicua riduzione tariffaria che ora è al minimo sindacale e largamente insufficiente», informa Nicola Scolamacchia, presidente Confesercenti Ferrara. Hera è intervenuta esclusivamente sulla parte variabile, che a Ferrara rappresenta il 25%, e solo di poco sulla parte fissa (75%), «con una detrazione che riguarda esclusivamente il periodo di primavera, di chiusura totale delle aziende – aggiunge Riccardo Cavicchi presidente Cna Area Ferrara – parliamo quindi di percentuali di sconto addirittura sotto l’8%». Il Comune dal canto suo si schiera di nuovo con le categorie promettendo nuovi aiuti e cambi di regole.

LA LISTA DI RICHIESTE


C’è ancora molto da fare, è il parere di Confesercenti, Cna e Ascom («siamo molto contrariati da questa vicenda» commenta il presidente Giulio Felloni), per attutire il pesante impatto economico che la Tari sta avendo su diverse imprese, già provate da chiusure e parziali aperture. Questa situazione peraltro dovrebbe aver ridotto i conferimenti, «abbiamo chiesto ad Hera – annuncia infatti Scolamacchia – dati sui conferimenti effettivi: avendo la tariffa puntuale a Ferrara abbiamo il vantaggio che Hera sa quanto è stato conferito dalle attività, anche per macro categorie economiche. Siamo abbastanza convinti che molte attività avranno conferito meno e sulla base di questi dati si potrebbe ragionare su riduzioni tariffarie: ci aspettiamo da parte di Hera un atteggiamento positivo e determinato a fare qualcosa di straordinario per questo territorio».

«Hera sta agendo come un’azienda privata che deve fare utili, ma non lo può fare sulla pelle di chi non li fa. È assurdo pagare una tassa rifiuti se non si producono - sono le considerazioni di Felloni - è una cosa che fa impallidire chiunque sia al corrente della situazione drammatica che viviamo, con la speranza e la voglia di fare, ma bisogna che questa situazione sia affrontata in maniera collegiale, non ci può essere una parte che ne ha benefici e una parte soccombente».

Anche la possibilità di rimandare la bolletta non convince il presidente di Ascom, «questi pagamenti devono essere cancellati o estremamente ridotti perché ingiusti, questa è una tassa non dovuta. Lo spostamento dei pagamenti non è risolutivo, come i ristori che arrivano molto lentamente e sono piccolissime gocce, un cerotto su una ferita profonda. Se Hera vuole incontrare le categorie siamo a disposizione».

Anche la Cna chiede a Hera «uno sforzo maggiore rispetto al compitino, anche alla luce degli utili pubblicizzati: quelli che invece ricadranno nel bilancio del Comune e della Holding vengano investiti per l’abbattimento delle tariffe»; la proposta «è stata presentata all’Osservatorio rifiuti e l’assessore Alessandro Balboni si è fatto carico di portarla in Giunta, ci aspettiamo che venga accettata», dice Cavicchi.

LA SPINTA DEL COMUNE

Da parte sua Balboni, precisando che la «Tari nella nostra città è una tariffa da corrispondere al gestore» e ricordando i bandi a fondo perduto destinati ai settori produttivi, conferma il proprio impegno: «Nel corso dell’anno nuovo ci adopereremo per mettere in campo ulteriori risorse a fondo perduto per aiutare le imprese nel pagamento della tariffa rifiuti». Parallelamente sono ripresi i lavori di modifica al Regolamento rifiuti, di concerto con le associazioni di categoria, «per raggiungere l’obiettivo di una più equa tariffa rifiuti, dando maggior peso alla quota variabile rispetto alla quella fissa». Si tratta di un impegno preso dall’assessore fin dall’insediamento che si sta rivelando evidentemente complicato da attuare. —

Giovanna Corrieri

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