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Appello a Ferrara: «Non mettete il nostro Andrea alla casa di riposo per anziani»

Una persona con disabilità di 63 anni sta per essere collocata in una Cra. Madre e sorella del tetraplegico vogliono impedire il trasferimento: non fatelo

FERRARA. «Non mettetelo in una struttura per anziani, per lui sarebbe l’anticamera della morte». È l’accorato appello che viene rivolto alle autorità amministrative e sanitaria di Ferrara affinché non trascurino il caso di un uomo di 63 anni, con una serie di problematiche, che rischierebbero di aggravare le sue condizioni in caso di trasferimento.

La storia


Andrea Martelli è nato con una tetraparesi spastica che gli impedisce di svolgere qualsiasi attività in piena autonomia. La mamma, Franca Sovrani, finché le forze glielo hanno permesso, ha tenuto il figlio con sé nella sua abitazione nella frazione di Boara. Andrea, per anni ha frequentato il centro diurno per ragazzi affetti da patologie deficitarie.

L’uomo veniva prelevato da casa alle 9 di ogni mattina e trascorreva le sue giornate nel centro di via della Ginestra fino alle 16, quando veniva riaccompagnato a casa dove la mamma lo accudiva. L’avanzare dell’età (Franca ha da poco compiuto 86 anni) e il peggioramento delle condizioni fisiche di Andrea hanno costretto la mamma a cercare una struttura che potesse occuparsi del figlio a 360 gradi.

Così Franca, supportata dalla figlia, spedisce lettere all’Asp (azienda servizio alla persona) di Ferrara e, per conoscenza al Sindaco, illustrando la situazione.

Vedendosi negare ogni inserimento in strutture “accreditate” la donna si rivolge al “mercato libero” trovando una disponibilità, provvisoria, al Csr Boschetti di Copparo. Andrea vi rimane fino allo scorso novembre quando la struttura necessita del posto da lui occupato provvisoriamente e viene così trasferito (sempre in regime di libero mercato) al Calicanto di Via Pomposa.

Ma il nuovo anno ha in serbo per Andrea un altro trasferimento. Dopo un tampone e la vaccinazione anticovid, già dalla prossima settimana verrà trasferito alla residenza per anziani di via Ripagrande gestita dalla Cidas.

Le richieste

Grande la preoccupazione della mamma e della sorella che, da tempo, si battono, senza ottenere risultati, perché Andrea non sia inserito nella graduatoria per il posto in una struttura per anziani ma venga accettato in una struttura che si occupa di persone disabili.

«Nonostante il grosso handicap - racconta la sorella - Andrea interagisce con le persone. Spostarlo in una residenza per anziani non gli permetterebbe di avere gli stimoli che, le attività svolte, Al Calicanto, gli permettono. Anche il numero inferiore di ospiti presenti, gli assicurano attenzioni diverse. Non trovo giusta la risposta data dalle commissioni Asp e Uvm che hanno equiparato l’handicap di mio fratello ad una patologia assimilabile all’età anziana. Oltretutto, per legge, Andrea potrebbe rimanere fino a 65 anni in una residenza per disabilità. La sua permanenza potrebbe essere prolungata anche oltre questo termine qualora la sua condizione fisica e psicologica ne traesse beneficio. Mi faccio portavoce di mia mamma, nel chiedere aiuto agli organi competenti affinché, si trovi una sistemazione consona e duratura che permetta a mio fratello di vivere serenamente. Andrea non risulta a carico della mamma, quindi fiscalmente non può ottenere detrazioni e ogni mese paga 600 euro per la permanenza in struttura». —

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