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Lido Spina, rissa d’estate al Malua: subì un pugno al volto e ora pure la condanna

Il figlio del titolare è stato riconosciuto colpevole di lesioni. A sua volta menò le mani e ferì il capitano del Rovigo Rugby

LIDO SPINA. Da quella rissa avvenuta al Malua di Lido Spina nell’agosto 2013, il figlio del titolare del locale, Luca Asnicar, uscì con pugno in faccia che gli procurò fratture di zigomo e naso. Venne ferita anche la fidanzata, Maria Silvana Guzzo, ma in effetti fu lui ad avere la peggio nel confronto “a botte” con alcuni giocatori del Rovigo Rugby, arrivati al Malua per trascorrere la nottata di Ferragosto. Una festa finita come non ci si attendeva.

Ma anche Asnicar menò le mani e ieri, sotto processo in tribunale a Ferrara, è stato condannato per lesioni: dovrà pagare un’ammenda di 700 euro e risarcire le spese legali di chi lo ha querelato, ovvero Edoardo Ruffolo, capitano della squadra rodigina. «È stato riconosciuto – dice l’avvocato di Ruffolo, Francesco Zarbo – che Asnicar, invece che sedare la rissa, ebbe un ruolo attivo, dando a sua volta un pugno al mio assistito e procurandogli lesioni guaribili in 3-4 giorni».


Ruffolo, in precedenza imputato per lesioni ai danni della fidanzata di Asnicar, nel dicembre 2017 venne assolto per non aver commesso il fatto dal tribunale di Bologna. «E da quella sentenza che scagionò completamente Ruffolo – sostiene il suo legale –, se qualcosa di chiaro emerse, è proprio il ruolo giocato da Asnicar in quella vicenda. Per noi finalmente è emersa tutta la verità, dopo sette anni di processi, che hanno certamente lasciato il segno».

«Prendiamo atto della sentenza – dichiara a sua volta l’avvocato di Asnicar, Riccardo Caniato –, che riteniamo profondamente ingiusta e una volta depositate le motivazioni proporremo certamente appello». —

Fabio Terminali

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