Comacchio, intestate a lui 119 auto: erano usate tutte per fare furti e rapine

Le indagini dei carabinieri fanno luce sulla colossale truffa. E smascherano il prestanome: è un romeno di 33 anni

COMACCHIO. Si era intestato qualcosa come 119 auto, alcune di grossa cilindrata, delle quali, di fatto, era però solo un semplice prestanome. I veicoli, tutti “regolarmente” registrati alla Motorizzazione Civile, di volta in volta venivano utilizzati per furti e rapine. È stato proprio il numero record di auto intestate alla stessa persona a condurre i carabinieri di Comacchio e i colleghi di Lido Estensi sulle tracce di un 33enne romeno che, dopo la complessa indagine, è stato denunciato per truffa e falso in atto pubblico. Una vicenda che ha dell’incredibile e che i militari dell’Arma hanno certificato passo per passo.

Ovviamente questo “lavoro” veniva in qualche modo retribuito: il romeno, infatti, prendeva 150/200 euro ad auto, a secondo del modello e della cilindrata. Di fatto non sapeva nulla di quelle macchine, che erano invece ben conosciute dalla banda di malviventi, che le utilizzavano per mettere a segno rapine, furti e scippi. L’utilità di questo escamotage “da primato” consisteva nell’impunità sostanziale, perlomeno appena effettuato il colpo, di cui potevano ammantarsi i criminali. Se difatti fossero incappati in un controllo delle forze dell’ordine, o in altre simili verifiche, l’auto non sarebbe risultata di loro proprietà, bensì di proprietà del romeno compiacente e, peraltro, nullatenente. Un giochino che ha retto, però, soltanto per qualche mese. E che ora i carabinieri hanno portato completamente alla luce. Sulle 119 auto, sulle loro targhe, verrà ora posto un “avviso” inserito nella banca dati delle forze dell’ordine. D’ora in poi eludere un controllo o passare per “puliti” sarà pressoché impossibile. —

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