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Comacchio, morì nell’incidente: assolto il ragazzo che guidava la moto

Francesca Farinelli aveva 24 anni quando perse la vita Ieri la sentenza: il fatto non sussiste, il 39enne è innocente

COMACCHIO. Giacomo Taddei, 39 anni di Comacchio, è stato assolto con formula piena dall’accusa di omicidio stradale perché il fatto non sussiste. Taddei fu rinviato a giudizio per non aver evitato l’incidente in cui perse la vita Francesca Farinelli, 24 anni anche lei di Comacchio e ieri, difeso dall’avvocato Fabio Anselmo, ha visto la sentenza dopo tre anni e mezzo.

I FATTI


Era il 21 giugno del 2017 quando Taddei e Farinelli stavano viaggiando sulla moto di lui lungo via Valle Isola. Un’altra auto a svoltato a sinistra non vedendoli arrivare e nel tremendo impatto la ragazza è morta praticamente sul colpo. L’uomo alla guida dell’auto, Elviano Conti di 86 anni, anche lui accusato di omicidio stradale, è morto due anni fa e il 39enne era rimasto l’unico imputato. «Davanti a tutto resta sempre la morte di una ragazza giovanissima – dice l’avvocato Anselmo –, una tragedia sotto ogni punto di vista. Siamo contenti per come è andata perché siamo riusciti a dimostrare che Giacomo Taddei non ha colpe, e i giudici lo hanno riconosciuto».

LA VELOCITA'

L’accusa ha sostenuto che il ragazzo avrebbe potuto evitare l’auto se fosse andato ad una velocità più bassa e se fosse stato più diligente. In pratica hanno cercato di dimostrare che Taddei avrebbe potuto frenare in tempo o comunque accorgersi di quello che stava succedendo. “Otto decimi di secondo in più avrebbero salvato la vita di Francesca Farinelli”, aveva dichiarato l’ingegner Alberto Vallini, consulente della procura. Il tecnico interpellato dalla procura ha chiarito che se la moto avesse rispettato il limite di velocità dei 50 chilometri orari, la macchina che il quel momento stava svoltando a sinistra per immettersi in una stazione di servizio avrebbe fatto in tempo a terminare la manovra e liberare la carreggiata prima che la moto sopraggiungesse. Ma la Honda, sempre secondo i rilievi del consulente, al momento dell’impatto aveva una velocità di circa 90 chilometri orari. «Non è così e lo abbiamo dimostrato – sostiene l’avvocato –. Taddei è stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste, cioè la condotta criminosa ascritta non è mai esistita». —

An.Bo.

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