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Vaccini anticovid a portata di tutti. Nuovi centri e “Primule” aperti nei weekend

Le strutture saranno a Goro, Migliarino e Mesola dove non c’è la casa della salute. Cra: dopo Caterina, focolaio anche a Cesta. Contagi alla Quisisana: stop ai ricoveri

FERRARA. Più vaccini giornalieri, più punti di vaccinazione aperti, magari non sette giorni su sette ma durante il fine settimana, sulla base delle esigenze della popolazione. Le linee guida per la campagna vaccinale delle prossime fasi prendono forma passo passo, in attesa che vengano definite dal piano regionale, con l’obiettivo di rendere il procedere delle somministrazioni il più possibile uniforme sul territorio.

Altri centri e "Primule"


Ai quattro punti attuali (San Rocco, Cona, Cento e Delta) “tarati” per i numeri della prima fase, e i sei centri fissi (Fiera e ancora San Rocco a Ferrara, Pandurera a Cento, Casa della Salute di Bondeno, Palazzetto di Argenta e palestra di Codigoro) che saranno attivati per reggere un ritmo di 1.500 vaccini quotidiani, si affiancheranno ulteriori presidi “di prossimità”: le Case della salute di Comacchio, Copparo e Portomaggiore. E, nei Comuni privi di Case della salute come Goro, Migliarino e Mesola, saranno realizzati i padiglioni “primula”. Tutte strutture che, spiega il direttore sanitario Asl Emanuele Ciotti, sono pensate per coloro che necessitano di un riferimento non troppo lontano da casa, «e che non necessariamente resteranno aperte tutti i giorni, ma ad esempio nel fine settimana».

Del resto la fase due della campagna vaccinale è ormai quasi alle porte, con 32mila ultraottentenni “candidati” alla somministrazione. La data di inizio del 15 febbraio potrebbe slittare anche di un paio di settimane, ma in ogni caso le prenotazioni dovranno aprirsi con dieci-quindici giorni di anticipo e i Comuni saranno chiamati a collaborare sia sul fronte degli avvisi che su quello dei trasporti.



Dosi anche da Moderna

A far sperare in uno slittamento contenuto dei tempi c’è l’arrivo delle 4.680 dosi “promesse” da Pfizer e, la prossima settimana, di altre 4.400 dosi di Moderna. Il rifornimento da parte di Pfizer non dovrebbe conoscere altri intoppi, ha proseguito Ciotti: il 2 febbraio sono attese altre 4.680 dosi, e ne arriveranno poi 3.510 il 9, il 16 e il 23 febbraio. In pista c’è anche il siero di AstraZeneca ma solo se oggi arriverà il via libera di Ema e Aifa.

Finora nel Ferrarese sono state vaccinate 12.744 persone (di cui 1.677 hanno ricevuto anche il richiamo) sul totale delle 14mila incluse nella prima fase. Nel frattempo sono state riaperte le prenotazioni per le prime dosi (sospese dopo lo stop da parte di Pfizer) e sono stati recuperati anche i 92 appuntamenti saltati. Tra i dipendenti Asl, l’adesione è stata del 66 per cento («considerate anche malattie e maternità», ha precisato Ciotti), salita al 67% per le professioni sanitarie a all’83% per la dirigenza. «Bisognerà fare un’ulteriore campagna attiva di promozione nei confronti di coloro che non hanno aderito, vanno informati e convinti», ha ribadito il dirigente sanitario.

Tra i dipendenti di Cona, è intervenuta il commissario straordinario del Sant’Anna, Paola Bardasi, l’adesione è stata del 92% tra i dirigenti, e del 74,4% tra il personale sanitario addetto all’assistenza. Nella Cra il “primo giro” si è concluso la scorsa settimana, e ieri sono partiti i richiami, cominciando da Copparo.

Strutture protette

Si sta inoltre organizzando la gestione della campagna vaccinale nelle Case Famiglia e nelle Comunità alloggio «strutture multiple e molto polverizzate nel territorio e spesso difficili da raggiungere: dobbiamo capire come organizzare il trasporto nelle sedi fisse, ha detto il direttore delle attività sociosanitarie Asl, Franco Romagnoni, che ha fatto anche il punto sull’adesione al vaccino nelle Cra del territorio: tra gli ospiti è stata del 90,7% «ma arriverebbe al 95% se venissero inclusi coloro che avrebbero voluto immunizzarsi ma non hanno potuto per controindicazioni ravvisate dal medico».

Per gli operatori, invece, «bisogna fare un distinguo: si è già vaccinato il 79,5%, a cui va aggiunto un 7% di operatori in attesa perché in passato hanno avuto reazioni allergiche ed era consigliabile andare in uno dei centri fissi. Un 15% invece non ha voluto vaccinarsi, tra cui alcuni che avevano già avuto il Covid, mentre in una struttura del ferrarese c’è stato un tasso di adesione piuttosto basso, del 50%, che speriamo di recuperare quando torneremo per la seconda somministrazione».

Nuovi focolai

L’attenzione è puntata sui nuovi focolai. Che non hanno risparmiato la Quisisana dove dal 24 gennaio sono stati sospesi i ricoveri. Nuovi focolai anche alla Cra Caterina di Ferrara e alla casa di riposo di Cesta, che conta venti posti e dove è stata riscontrata la positività in due ospiti e in due operatori.

Sono tornate finalmente Covid free invece la Cra Sant’Antonio di Migliaro, l’Asp e il Residence Service di Ferrara. Ancora in quarantena (e dunque in attesa di vaccino) la Cavalieri di Cento, che dovrà attendere almeno una decina di giorni, l’Hotel David di Nazioni, e la Paradiso di Ferrara, dove però si sono contate nelle ultime due settimane 50 guarigioni. Ancora in quarantena la Rsa di Codigoro, non per nuovi casi ma per la difficoltà, per alcuni pazienti più complessi, di uscire dall’isolamento, e le Rsa e Cra di Bondeno per la positività di un solo ospite dimesso dall’ospedale con tampone negativo e risultato poi positivo. Si sta concludendo infine la quarantena alla Quisisana di Ostellato, dove sono stati programmati i tamponi di verifica e a oggi non risultano contagiati.

Alessandra Mura

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