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A Comacchio salta la seduta del consiglio comunale: atti incompleti online, cartaceo inaccessibile

La minoranza solleva il problema e tutto si ferma. Non ci sarebbero stati gli otto giorni per prendere visione

COMACCHIO. Alla fine la seduta del consiglio comunale convocata per ieri pomeriggio è saltata. E se tra i banchi della minoranza ridono tra i denti, la maggioranza si limita a spiegare la decisione in poche righe: «La seduta convocata per oggi (ieri, ndr)per l’approvazione del bilancio di Previsione 2021/2023, per motivi tecnici, è stata rinviata. La decisione è stata assunta dalla Conferenza dei capigruppo». «L’amministrazione comunale – spiega il sindaco Pierluigi Negri - dopo aver sentito la conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare la seduta perché è stata riscontrata una discrasia fra il deposito cartaceo e quello informatico degli atti relativi al bilancio e suoi allegati. Allo scopo quindi di evitare l’insorgenza di eventuali problematiche la seduta è stata rinviata ad altra data». «Lo avevamo detto - fa presente il consigliere Marco Fabbri -, alla fine qualcosa non quadrava davvero».

Il pasticcio


Ma esattamente, cosa è successo? Tutto ruota attorno al deposito degli atti consiliari. Il deposito è avvenuto giovedì 14 alle 21 e nella nota firmata dal dottor Santaniello si affermava: “Considerato il particolare periodo della pandemia, la medesima documentazione relativa al Bilancio di previsione 2021-2023 e i relativi allegati, potrà essere visionata, sempre con decorrenza dalla data odierna e sempre per i medesimi adempimenti regolamentari, tramite il link (...)”. E non viene indicata la possibilità di poter visionare gli atti anche sul cartaceo.

La mancanza

«L’affermazione contenuta nella nota si riferisce al solo link digitale. Considerata la presenza di tutti gli atti nella segreteria comunale, allocazione ordinariamente deputata per il deposito da regolamento comunale, è dunque in contrasto con quanto asserito nella Pec del 14.1 ove si recita “la medesima documentazione relativa al bilancio…e sempre per i medesimi adempimenti regolamentari, potrà essere visionata…», spiega Fabbri. «Anche dalla Pec trasmessa dal Comune, non firmata, del 18 gennaio non si dà atto di questa dimenticanza nel link digitale». Detto ciò «presa lettura dei contenuti della Pec del 14 gennaio, si dà per assodato la coincidenza del deposito cartaceo con quello digitale e della medesima validità ai fini del deposito - va avanti Fabbri -. Rispetto alla possibilità della consultazione della documentazione cartacea, avendo l’amministrazione comunale deciso di depositarla a cavallo del fine settimana, anche ipoteticamente, sarebbe stato impossibile per un consigliere accedere alla casa municipale dal pomeriggio del venerdì 15 fino alla mattina del 18 (giorno di integrazione via Pec), perché la sede era chiusa al pubblico, e non sono state indicate eventuali aperture straordinarie o orari per la consultazione da parte dei consiglieri».

Insomma, una dimenticanza che alla fine è stata valutata importante, a tal punto da far saltare il consiglio.

La decisione

E sempre Fabbri a spiegare come «su questo punto, ribadiamo che il deposito non è avvenuto correttamente, non solo perché mancante di allegati, integrati successivamente, ma anche perché alcuni documenti fondamentali sono stati sostituiti più volte. La correzione, modifica o sostituzione di allegati al bilancio è una prerogativa legittima, ma che dovrebbe garantire un nuovo deposito o comunque la dilatazione dei termini per consentire di avere gli 8 giorni pieni previsti dal regolamento». —

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